Un appello che attraversa il tempo, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale a oggi. Una testimonianza di fiducia e memoria che cerca di chiudere un cerchio aperto durante gli anni più bui del secolo scorso.

In un appartamento in affitto a Roma, un inquilino ha scoperto la storia che si cela dietro un dipinto custodito per decenni. Il proprietario di casa ha rivelato: "Il quadro non è mio. Fu affidato a mia nonna da un ebreo in fuga durante la guerra, con la promessa che sarebbe tornato a riprenderlo".

Nonostante l'opera venga descritta come "un po' triste", essa rappresenta un legame indissolubile con una vita spezzata o costretta alla fuga. Per i legittimi proprietari, quell'oggetto aveva certamente un valore affettivo e identitario inestimabile.

L'appello è rivolto a chiunque possa avere informazioni sull'identità del proprietario originario o della sua famiglia, affinché la promessa fatta alla nonna del padrone di casa possa finalmente essere onorata.

Se avete informazioni, potete contattare l'indirizzo email: anemone_74@yahoo.com

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