Il dibattito sull'inserimento del nome di Dio o delle radici "giudeo-cristiane" nella Costituzione Europea tocca i fondamenti della nostra convivenza. Guido Fubini analizza perché la specificità europea risieda nell'Illuminismo e nella responsabilità dell'Uomo, piuttosto che in riferimenti religiosi che rischiano di creare esclusioni.
È presumibile che i tentativi di inserire richiami religiosi nella Costituzione siano legati a ragioni politiche contingenti, come il voler ostacolare l'ingresso della Turchia nell'UE. Tuttavia, una Costituzione deve durare nel tempo e non può nascere su presupposti escludenti.
Sebbene molte costituzioni storiche (Irlanda, Germania, Grecia) citino Dio, i grandi Stati moderni hanno superato questa fase. Per i "Popoli del Libro", il precetto "Non pronunciare il nome di Dio invano" dovrebbe imporre cautela: troppo spesso nella storia il nome di Dio è stato usato per scaricare la responsabilità delle scelte umane su un'entità trascendente.
Fubini richiama il concetto ebraico espresso nel Midrash del Carrubo e in Deuteronomio 30:12: "(La Legge) non sta nel cielo". Questo significa che, una volta data, la gestione del mondo e della giustizia è affidata interamente alla responsabilità dell'Uomo sulla Terra.
L'Illuminismo come vera radice europea
L'espressione "radici giudeo-cristiane" è definita dall'autore un ossimoro. L'identità comune europea si ritrova piuttosto nei pilastri del pensiero laico e tollerante del XVIII secolo:
- Beccaria: "Dei delitti e delle pene" (1764)
- Voltaire: "Trattato della Tolleranza" (1765)
- Mendelssohn: "Jerusalem" (1783)
- Lessing: "Nathan il Saggio" (1779)
Come sottolineato anche dall'ex primo ministro francese Michel Rocard, i valori europei — libertà assoluta di pensiero, parità tra uomo e donna, pluralismo politico — sono stati recepiti dalle chiese, non concessi dalle chiese. Essi derivano dalla battaglia per il trionfo della Ragione.
"In Europa la sovranità appartiene al popolo e non viene da un potere trascendente. La libertà di pensiero è assoluta, al pari della libertà di religione." (Michel Rocard)
L'identità europea è dunque laica. Solo garantendo questa coesione sarà possibile proporre i valori dell'Europa al resto del mondo come modello di stabilità e civiltà.