Ci sono alcuni punti essenziali nella lezione di questa settimana. Il primo è che solo D-o può comprendere la Sua "vera essenza". Noi proprio non possiamo.

Cominciamo spiegando che ci sono due prospettive con cui avvicinarsi a D-o. Una è D-o in Sé, "nel Suo Essere essenziale", che trascende completamente qualsiasi cosa e persona. E D-o "che si volge all'esterno", per così dire, immanente e avvicinabile.

Provo a chiarire subito una cosa. Non si deve sbagliare: c'è un solo D-o, che È chi È ovunque Egli Sia, senza mutamento. Io mi sto riferendo al modo in cui *noi esperiamo l'Essere di Lui*, e la prospettiva da cui lo percepiamo.

In ogni caso, quando D-o è solo nel Suo Essere Essenziale, egli è assolutamente insondabile ed estraneo alla nostra esperienza. È tanto impossibile afferrare Lui quanto comprendere pienamente quel che è nella mente di qualcuno in un momento determinato.

Se io dovessi cogliere i vostri pensieri più profondi, io potrei *ritenere* che voi stiate pensando questo o quello... Ma io non lo potrò mai sapere davvero. Proprio come io non posso mai conoscervi completamente dall'interno, sebbene io possa conoscervi in qualche modo dall'esterno, allo stesso modo non posso mai conoscere D-o da dentro.

Ramchal continua dicendo che però noi conosciamo *qualcosa* di Lui com'è, cioè che Egli è assolutamente completo e nulla Gli manca. Ovvero, che Egli è del tutto autocontenuto e autosufficiente, del tutto indipendente.

Come lo sappiamo? Sia dalla tradizione antica che dall'esperienza personale dell'anima, sostiene Ramchal. E per spiegarlo cita un verso che dice: "Abbiate molta cura... di non scordare mai quel che vedeste con i vostri occhi... nel giorno in cui voi steste davanti al Signore vostro D-o sull'Oreb" (Deuteronomio 4:9-10).

In altre parole, come dicono i Saggi, ognuno di noi era sul Monte Sinai a livello animico quando D-o vi apparve nella Sua assoluta completezza; e perciò tocca a noi perpetuare quella "memoria razziale" nel qui e ora tramandandola attraverso la tradizione.

È abbastanza interessante che Ramchal risponda che l'assoluta completezza di D-o può essere inoltre verificata logicamente e dimostrata in natura, fisica e astronomia (come fatto da Maimonide nella "Guida dei Perplessi" e da Bachya Ibn Paquda nei "Doveri del Cuore").

Ma egli proclama che noi non dipenderemo da queste dimostrazioni in "La Via di D-o", ma semmai sui principi delineati dalla tradizione che attesta la completezza di D-o. L'opinione di Ramchal è che l'intuizione logica finisce inevitabilmente in un vicolo cieco quando cerca di sondare l'insondabile, ma studiare le tradizioni e sentirle nel profondo del cuore è la via per connettersi a quella memoria del Sinai.