Con questo sesto paragrafo terminiamo l'esplorazione della natura divina secondo il Ramchal. Dopo aver definito l'unicità di Dio, l'autore ci prepara ad affrontare domini spirituali più vicini all'uomo: il significato della vita, la rettitudine e l'influenza delle nostre azioni sul mondo intero.

Capitolo 1: "Il Creatore"

Paragrafo 6

In questa fase finale della nostra analisi sulla costituzione divina, Ramchal ci offre un'ulteriore intuizione sull'essenza di Dio, ricapitolando i sei fatti fondamentali che costituiscono la base per comprendere il mondo. L'ultimo punto cruciale è l'unicità di Dio.

Se esistesse più di una divinità, dovrebbe esserci un principio superiore da cui esse derivano, poiché ogni molteplicità proviene necessariamente da un'unità. Seguendo l'analogia giuridica, come le costituzioni dei singoli stati derivano da quella federale che ne convalida l'esistenza, così ogni potenza dipenderebbe da Dio, perdendo per definizione l'attributo di autosufficienza divina. Ne deriva che Dio è necessariamente unico.

I sei pilastri della natura divina da interiorizzare sono:

  1. Dio esiste;
  2. Dio è perfetto;
  3. La Sua esistenza è indispensabile;
  4. È completamente autosufficiente;
  5. È semplice;
  6. È unico.

Passando ora al confronto con l'essere umano, Ramchal analizza le differenze radicali tra noi e il Creatore. Mentre Dio è intrinsecamente legato a noi come Creatore, noi percepiamo la nostra esistenza perché ci vediamo e ci sentiamo. L'invisibilità di Dio sfida le nostre credenze, basate spesso solo su ciò che è tangibile, diventando però il motore della ricerca scientifica e spirituale.

Le principali distinzioni che emergono sono:

  • Perfezione: Noi siamo difettosi, eppure conserviamo il desiderio di perfezione radicato nel legame con Dio.
  • Indispensabilità: Al contrario di Dio, nessuno di noi è indispensabile; il mondo prosegue e ci rimpiazza nello schema delle cose.
  • Autosufficienza: Noi dipendiamo da elementi esterni (cibo, sole, acqua), mentre Dio non ha bisogno di nulla.
  • Semplicità vs Complessità: Dio è puro e semplice; noi siamo esseri molteplici e complessi.
  • Unità vs Molteplicità: Dio è uno, noi siamo molti, pur derivando tutti dalla Sua autorità validante.

Ramchal organizza la "Via di Dio" come un albero: questo primo capitolo ne rappresenta il seme. Senza questa comprensione fondamentale della natura divina, nulla di ciò che seguirà nello studio dei piani di Dio per l'umanità — sia in potenza che in atto — potrebbe avere senso.