Con il congedo di Rav Giuseppe Laras dopo 25 anni di servizio, la Milano ebraica e civile si interroga sul futuro. Davide Romano traccia un'agenda programmatica per il nuovo Rabbino Capo, focalizzandosi su integrazione interna, dialogo interreligioso proattivo e prevenzione dell'antisemitismo.
Il nuovo Rabbino dovrà innanzitutto confrontarsi con la straordinaria complessità della comunità milanese. Migliaia di iscritti provengono da Paesi islamici, portando con sé tradizioni culturali e sinagoghe specifiche (libiche, libanesi, persiane). La sfida sarà coinvolgere pienamente queste componenti e i gruppi dell'Europa orientale nelle istituzioni centrali.
Dialogo Cattolico-Ebraico: oltre la cortesia
Se il rapporto tra Laras e il Cardinal Martini è stato storico, oggi serve un salto di qualità con il Cardinal Tettamanzi. Romano sottolinea la necessità di azioni preventive concrete, come l'inclusione esplicita della condanna dell'antisemitismo nel Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica, richiamando i principi della Nostra Aetate del 1965.
La Frontiera del Dialogo con l'Islam
Un punto cruciale dell'agenda riguarda il rapporto con l'Islam milanese. L'autore propone di superare la gestione delle emergenze terroristiche per costruire un dialogo quotidiano, partendo dai giovani. Viene suggerita una collaborazione con i Giovani Musulmani d'Italia (GMI), guidati all'epoca da Abdallah Kabakebji, per disarmare i pregiudizi reciproci.
Le istituzioni cittadine sono chiamate a fare la loro parte: non solo isolando gli estremisti, ma riconoscendo e sostenendo attivamente quei gruppi che si spendono per il dialogo e la coesistenza pacifica.