La radice delle parole barakah e berakhah, rispettivamente in arabo ed ebraico, viene normalmente ricondotta (lo fa anche l'Encyclopaedia Judaica) a .b .r .k, col significato originario di "inginocchiarsi". Ed in arabo?
In arabo è un altro paio di maniche: se in ebraico ginocchio si dice berekh, in arabo si dice rukbah. E se traspongo la radice della seconda parola in ebraico, ottengo il verbo rakhav, che vuol dire "cavalcare", ed il suo hif'il hirkiv, che vuol dire "comporre, mettere insieme, innestare (un ramo in un albero)".
La cosa ha a mio avviso senso: come le ossa della coscia e della gamba compongono (non da sole, ovviamente) il ginocchio, allo stesso modo cavalcare significa innestare il cavaliere sulla cavalcatura.
La parola ebraica rekhev (veicolo) probabilmente tradisce l'esser nata quando tutti i veicoli erano a trazione animale, e la parola aramaica rikhba, secondo il Maslow, l'innesto agrario, ma anche la pietra superiore della macina, che cavalca l'inferiore, e con essa compone una macina funzionante.
Non so se una radice possa ricondursi ad un'altra mediante anagramma; mi permetto però di osservare che il Maslow preferisce rintracciare un'altra origine per berekh (ginocchio): la radice .b .r .k deriverebbe da .b .r, la medesima della seconda parola del Tanakh.
Per prima cosa trattiamo un significato di .b .r che non ci interessa più di tanto: essere puro, brillante, chiaro. Ne parlo solo perché dalla radice derivano la parola ebraica bor, cioè "purezza", "innocenza", ed il verbo arabo bara = "essere innocente", che alla seconda forma fa barraa = "scagionare". Tra parentesi, il verbo può indicare anche il guarire o l'essere curati da una malattia.
Il significato principale della radice ebraico-aramaica sembra "scavare", "bucare", tant'è vero che inserendo un'alef si ottiene la parola be'er = "pozzo". E se reduplichiamo una consonante, trasformando .b .r in .b .r .r, lo "scavare" diventa "dimostrare, chiarire, indagare, scegliere".
Chafetz Chayyim scrisse all'inizio del XX secolo EV la Mishnah Berurah ("Mishnah chiarita"), che a dire il vero commenta un'altra opera, lo Shulchan 'Arukh.
Inoltre, chi scava, "svuota" e porta "fuori". Bar è la "radura", ed in aramaico significa "esterno". Da cui Baraita, insegnamento dei Tannaiti che rimase "estraneo" alla Mishnah, e che fu poi "ripescato" nella Ghemara.
Come nasce un bimbo? Se ci pensate, non è assurdo che Bar in ebraico (e soprattutto in aramaico) significhi "figlio, progenie". Qual è il modo più facile per fare un anello? Ritagliando il circolo di metallo dalla lastra, e "ritagliare" si scrive barah. Potrei aggiungere che, se gli anelli si "ritagliano", le persone forti e sane si "stagliano", per cui il nitpa'el del medesimo verbo significa "rafforzare".
Anello in ebraico ed aramaico rabbinici si scrive berit o burit; un anello è pegno di fedeltà, e simboleggia perciò il "patto", che si scrive berit (almeno questa è l'opinione del Maslow).
Tornando alle ginocchia, in ebraico "laghetto" si dice berekhah (in arabo birkah o birak), ed il laghetto si forma dove la terra è stata scavata. Ed il Maslow riconduce berekh (ginocchio) appunto all'essere il suo retro scavato.
Fin qui, non ho fatto altro che "scavare" più a fondo dell'Encyclopaedia Judaica. Maslow ritiene però che la parola berakhah non venga da berekh (ginocchio), ma che sia derivata autonomamente dalla radice .b .r, in quanto chi scava ha l'occasione di "scegliere" e "purificare", e quindi "lodare", "benedire".
Non so se mi convenga essere d'accordo con il Maslow, anche se è interessante la sua interpretazione di Genesi 2:3 come "E Dio scelse il settimo giorno per consacrarlo".
È noto che berakhah (in aramaico birkha) significa anche "abbondanza", "prosperità", tant'è vero che il comunissimo saluto Shalom u-verakhah può essere interpretato tanto come "Pace e benedizione" quanto come "Salute e prosperità".
Ed in arabo la parola barakah ha soprattutto questo significato, in quanto, specialmente nel Maghreb, indica una fortuna inaspettata e gratuita, un dono del Cielo. "Benedire" in arabo si dice baaraka, a cui corrisponde l'ebraico berekh, e nelle occasioni in cui un ebreo direbbe Mazal Tov un arabo dice Mabruk. Il cognome Mubarak vuol dire "Benedetto".
Salute e prosperità a tutti.