In occasione del ventesimo anniversario degli accordi di pace di Camp David (1978), l'ufficio stampa del governo israeliano ha rilasciato un rapporto speciale che documenta la persistenza di antisemitismo e negazionismo all'interno della stampa ufficiale egiziana. Nonostante le smentite del governo del Cairo, i monitoraggi dei media rivelano una retorica ostile radicata nei principali quotidiani nazionali.
L'ufficio stampa israeliano ha raccolto i seguenti esempi di antisemitismo e negazionismo dell'Olocausto apparsi nella stampa ufficiale egiziana, a testimonianza di una linea editoriale che prosegue nonostante gli impegni diplomatici:
Dal quotidiano egiziano Al Ahram, 8 dicembre 1998 (articolo di Nabil Amar):
— C'è forse stato un cambiamento nella personalità fanatica dell'ebreo, così come è venuta a essere conosciuta e descritta nel patrimonio letterario della maggior parte dei popoli del mondo? Cioè, ci sono stati degli sviluppi nella sua personalità dopo la fondazione del suo Stato e l'ottenimento di influenza internazionale? Per esempio, ci sono differenze tra le caratteristiche di Netanyahu, quando tratta con palestinesi, libanesi e siriani, e quelle dell'usuraio Shylock de Il mercante di Venezia?
Dal quotidiano egiziano Al Ahram, 29 novembre 1998 (articolo di Raghev El Banna):
— Chi avrebbe creduto che ci sarebbe stato un paese al mondo che ancor oggi segue l'esempio nazista nel trattamento dei prigionieri?
Dal quotidiano egiziano Al Ahram, 14 novembre 1998:
— Gli ebrei sono sempre stati dietro tutte le guerre, e i loro scopi sono sempre stati corruzione e distruzione. Questo è il loro modo di arricchirsi in fretta dopo le guerre.
Dal settimanale egiziano Ottobre, 11 ottobre 1998 (articolo di Mohammad al Tachlawi):
— Ricerche fatte sulla Torah provano che non c'è nessuno con cui gli ebrei non abbiano litigato, compreso Dio. La Torah rende chiaro che litigio e confronto sono le fondamenta della personalità israeliana, visto che sin dalla nascita l'ebreo succhia conflittualità col latte materno... è un uomo di litigi e conflitti, che semina discordia in tutto il mondo nascondendo la mano.
Dal settimanale egiziano Ottobre, 4 ottobre 1998 (articolo di Mustafa Mahmud):
— Chiunque studi il retaggio ebraico non può non sentire che tutte le cospirazioni contro le religioni e generalmente tutte le sollevazioni distruttive... sono tutti risultato di tale retaggio. La guida ebraica dirige ogni asse di distruzione. Il culto di Satana è parte integrante dell'ebraismo e specialmente dei suoi aspetti nascosti come la Kabbalah, così come lo è lo scopo di distruggere le religioni monoteiste.
Dal quotidiano egiziano Al Akhbar, 25 settembre 1998 (articolo di Wahya Abu Thawkra intitolato "L'Olocausto, Netanyahu e me"):
— Gli ebrei hanno inventato il mito dello sterminio di massa e la fabbricazione che 6 milioni di ebrei siano stati uccisi nei forni nazisti. Ciò fu fatto con l'intento di motivare gli ebrei a emigrare in Israele e ricattare i tedeschi per denaro... Io continuo a credere che l'Olocausto sia un mito israeliano inventato per ricattare il mondo.
Dal quotidiano egiziano Al Ahram, 21 settembre 1998 (articolo di Anis Mansur):
— Il razzismo, lo sciovinismo e il principio della purezza etnica sono tutti elementi del sionismo, nonostante la revoca della risoluzione ONU al riguardo.
Tradotto da Sergio Tezza dal documento originale dell'Ufficio Stampa del governo dello Stato d'Israele (12 gennaio 1999).