Da "Il Foglio" del 26 novembre 2003. Occultare la ricerca sull'antisemitismo in Europa è una scelta politica grave e intollerabile, che mina la credibilità delle istituzioni continentali di fronte a un fenomeno in preoccupante crescita.

Ormai è ufficiale che la ricerca dell'Università di Berlino sul fenomeno dell'antisemitismo in Europa, commissionata dall'Osservatorio europeo che si occupa di questa materia, non sarà divulgata per decisione politica. Scomparso dal sito in cui era precedentemente citato, il documento in questione è stato negato a giornalisti di varie testate che, dopo la denuncia del Financial Times (ribadita dal Foglio), ne avevano fatto richiesta, con l'argomento che, poiché aveva suscitato dissensi e polemiche, si era deciso di non renderlo pubblico.

Non è nemmeno il caso di ricordare che invece l'incredibile sondaggio in cui si indica in Israele il principale nemico della pace è uscito da un altro organismo controllato dall'Unione europea senza problemi. Il problema, infatti, è assai più grave di quello derivante da un atteggiamento di faziosità anti-israeliana che serpeggia nelle istituzioni europee. Qui non si tratta di una forzatura politica, ma di antisemitismo, cioè di un virus che ha già più volte infettato l'Europa, mutando in barbarie e in vergogna eterna le vette civili e culturali raggiunte dal vecchio continente.

L'antisemitismo è un fenomeno complesso, con radici in varie posizioni politiche e in diversi strati sociali. Karl Marx ne parlava come del "socialismo degli imbecilli", che identificavano gli ebrei con i capitalisti, mentre i movimenti di destra, ma anche Henry Ford, confondevano l'inesistente internazionale ebraica con quella bolscevica. Il fatto è che, per una ragione o per l'altra, quando si scatenò la persecuzione degli ebrei, tutto l'odio che era stato seminato portò i suoi terribili frutti, con la violenza dei malvagi e l'indifferenza degli altri.

Per questo la battaglia contro l'antisemitismo deve essere condotta senza retorica ma, soprattutto, senza guardare in faccia a nessuno. Invece i responsabili europei hanno deciso che, probabilmente per non mettere in imbarazzo settori della sinistra o delle comunità islamiche anti-israeliane, le radici dell'odierno antisemitismo devono essere occultate. E così ne diventano complici.