Il rapporto sulle Manifestazioni di antisemitismo nell'Unione Europea era stato inizialmente archiviato dalle istituzioni comunitarie. Tuttavia, la sua sparizione ha provocato un imbarazzo ancora maggiore della sua possibile pubblicazione.
Il dossier è stato compilato dal Centro di ricerca sull'antisemitismo della Technische Universität di Berlino per l'Osservatorio europeo sul razzismo e la xenofobia (EUMC), organismo dell'Unione Europea con sede a Vienna. Media internazionali come il Financial Times hanno accusato l'EUMC di aver insabbiato la ricerca per motivi politici.
La motivazione ufficiale del ritardo riguardava presunti "standard scientifici non all'altezza", ma i critici sostengono che i risultati fossero semplicemente troppo imbarazzanti. Il dossier evidenzia infatti un incremento significativo di episodi antisemiti nel primo semestre dell'anno, legandoli a una nuova realtà sociopolitica.
Secondo i coordinatori della ricerca — il sociologo Werner Bergmann e la storica Juliane Wetzel — la responsabilità maggiore non ricade sui gruppi di estrema destra neofascista, pur attivi. L'origine del rigurgito antisemita è individuata nella mobilitazione seguita al deteriorarsi della situazione in Medio Oriente e alla convergenza di posizioni di sinistra radicale con l'estremismo filo-palestinese e islamico.
In un'intervista, la Wetzel ha ribadito la validità metodologica dello studio, sostenendo che l'insabbiamento sia puramente politico. Il documento riporta estratti che mostrano chiaramente l'escalation delle attività antisemite a partire dal 2000, in coincidenza con l'inasprimento del conflitto mediorientale.
Il rapporto dovrebbe essere finalmente reso pubblico nei primi mesi del 2004, a un anno dalla sua redazione originaria, accompagnato da una clausola che specifica come le opinioni degli autori non riflettano necessariamente la posizione ufficiale dell'EUMC.
A cura di Marco Del Corona (Dal Corriere della Sera del 02.12.03)