Rabbi Moshè ben Maimon (Maimonide, 1135 - 1204) mette in evidenza l'obbligo di diffondere le leggi bibliche dirette ai non ebrei. Queste norme, note come Leggi Noachidi, rappresentano il patto tra D-o e l'umanità intera dopo il Diluvio Universale.

Nelle generazioni precedenti, la cosa avrebbe messo in pericolo gli ebrei stessi. Al giorno d'oggi lo spirito liberale e il riconoscimento del contributo dell'ebraismo nei confronti della società occidentale hanno generato un rinnovato interesse nei riguardi delle Sette Leggi di Noè, che sono state menzionate nei proclami del Congresso e del Presidente degli Stati Uniti. Anche se il loro contenuto è logico e razionale, è importante che vengano osservate ricordando la loro origine: perché comandate da D-o tramite Mosè. Secondo la tradizione ebraica sono i principi fondamentali sui quali si deve basare ogni società civile e ogni regola di convivenza, ciascun uomo quindi deve impegnarsi ad osservarle. Si tratta di un argomento in genere poco conosciuto.

Rav Elia Benamozegh, uno dei maggiori maestri del pensiero ebraico in Italia nel 1800, ha sviluppato il tema della religione universale del noachismo. Gli ebrei sono spesso stati accusati di avere una legge, la Torah, fatta solo per loro e di aver dimenticato tutto il resto dell'umanità. Niente di più sbagliato: secondo l'ebraismo, infatti, D-o, prima del Dono della Torah, diede al mondo leggi che tutti i popoli devono seguire se vogliono considerarsi civili. Secondo l'insegnamento dei rabbini del Talmud, queste sette leggi non sono, in realtà, solo sette regole, ma ognuna di esse comprende un intero ambito di leggi. Facendo i conti di tutti gli insegnamenti che se ne traggono, vengono codificate in 66 precetti. Sono sette canoni che riguardano il convivere civile dei popoli. Si dice che ci sia stato il Diluvio Universale perché gli uomini avevano disatteso queste leggi, così Noè, subito dopo il diluvio, le ha codificate. Presentiamo in breve le leggi noachidi con alcune derivazioni:

1. Non commettere furti

  • Non commettere rapina.
  • Non spostare una pietra confinaria.
  • Non frodare.
  • Non rifiutare di pagare una somma dovuta.
  • Non far pagare un prezzo eccessivo.
  • Non concupire.
  • Non desiderare la roba d'altri.
  • Il lavorante non mangi e non porti a casa il frutto del suo lavoro.
  • Non rapire.
  • Non fare uso di falsi pesi e misure.
  • Non possedere falsi pesi e misure.

2. Costituire tribunali

  • Si nominino giudici e guardie in ciascuna città.
  • Si trattino le parti in causa imparzialmente di fronte alla legge.
  • Si verifichi con diligenza la testimonianza di un teste.
  • Non vi sia deliberata cattiva amministrazione della giustizia da parte della Corte.
  • Non accetti il giudice somme o doni da una delle parti in causa.
  • Non favorisca il giudice la parte in causa che sia povera, per compassione.
  • Non oda il giudice una delle parti in causa in assenza dell'altra.
  • Non vi sia discriminazione da parte del giudice nei confronti dello straniero e dell'orfano.
  • Non venga nominato un giudice che abbia scarsa conoscenza della legge.
  • La Corte non metta a morte un innocente.
  • Non si incrimini alcuno sulla base di prove indiziarie.
  • Nessuno faccia giustizia da sé, uccidendo l'esecutore di un delitto capitale.
  • Sia resa testimonianza presso la Corte.
  • Non si faccia falsa testimonianza.

3. Non commettere omicidio

  • Mettere in salvo una persona perseguitata.
  • Non restare impassibili davanti al sangue di colui che si potrebbe salvare da pericolo mortale.

4. Non avere rapporti sessuali illeciti

  • Un uomo non deve avere rapporti sessuali né con sua madre, né con la sorella della madre, né con un altro uomo, né con la moglie di un altro uomo.
  • Né l'uomo né la donna devono accoppiarsi con le bestie.
  • Non si deve indulgere in comportamenti provocanti che possano condurre a un'unione proibita.
  • Non sia castrato alcun maschio, né uomo né animale.

5. Non smembrare un animale vivo

  • Non ci si cibi della parte staccata di un animale vivo.
  • Non ci si cibi di un animale smembrato da vivo, anche se ormai morto.
  • Non si deve commettere crudeltà verso gli animali.
  • Non si deve rimanere insensibili di fronte alla crudeltà di altri verso gli animali.
  • Non si deve bere il sangue di alcun animale, né uccidere animali per scopo ludico o sportivo.
  • Non si deve rimanere insensibili di fronte alla preparazione del proprio cibo.

6. Non commettere idolatria

  • Non si nutra il pensiero di altra divinità al di fuori del Signore.
  • Non si intagli immagine alcuna.
  • Non si facciano idoli per uso altrui.
  • Non ci si inchini davanti a un idolo e non si facciano libagioni o sacrifici, né si bruci incenso davanti a un idolo.
  • Non si facciano passare i figli attraverso il fuoco del culto del Moloch.
  • Non si pratichi l'Ov e l'Idde'oni, cioè non si pratichino certe forme di magia.

7. Non bestemmiare

  • Non profanare il nome di D-o.

Da quanto leggiamo nelle leggi di Noè, possiamo dedurre che queste pongono il noachismo e l'ebraismo su un piano paritario, il che garantisce a tutti i popoli di entrare nel novero dei Giusti, e di avere il diritto al Mondo a Venire. Queste leggi, che tracciano le responsabilità etiche e morali di tutta l'umanità, sono una vera guida adatta per un mondo che lotta incessantemente per raggiungere il suo stato ideale.

Gli studiosi biblici ci insegnano che questo stato ideale sarà raggiunto solo con la venuta del Messia (letteralmente: unto): egli sarà un maestro ed un capo per il popolo ebraico. Insegnerà l'etica e la morale a tutta l'umanità e, la cosa più importante di tutte, stabilirà la pace in tutto il mondo.

Al tempo del Messia, non ci saranno né guerra né carestia, né invidia né lotta. La gente lotterà solo per aiutarsi l'un con l'altro, e uno spirito d'amore e di fratellanza fiorirà in tutto l'universo. Nell'era messianica tutta l'umanità riconoscerà l'unicità di D-o, e saprà che Lui è il solo Signore del mondo. Come ha detto il profeta: "Il mondo allora sarà pieno della conoscenza di D-o, come le acque che coprono il letto dell'oceano" (Isaia 11,9).

Negli ultimi anni siamo stati testimoni di eventi unici e miracolosi che hanno avuto luogo nel mondo, pensiamo al crollo dell'Unione Sovietica e dei suoi regimi satelliti, alla Guerra del Golfo, tra l'Iraq e l'esercito delle Nazioni Unite. Stiamo vivendo, veramente, in tempi miracolosi. È nostra speranza che un maggiore interesse nel mondo per le Leggi di Noè ci porterà molto più vicini al tempo lungamente atteso della Redenzione, quando veramente il mondo diventerà una dimora per il Signore, D-o nostro. Solo allora, come descritto nel Salmo 67, culminerà l'epoca messianica, quando tutti i popoli riconosceranno un D-o unico e lo serviranno di comune accordo.