Barbara Aiello, statunitense di origini italiane, è la prima donna-rabbino a operare nel nostro paese. Ha iniziato la sua attività a Milano presso Lev Chadash, l'Associazione italiana per l'ebraismo progressivo, portando una visione inclusiva e moderna della tradizione millenaria.
C'è qualcosa di "nuovissimo" nell'ebraismo italiano: l'arrivo a Milano dalla Florida di Rabbi Barbara Aiello. La sua opera si svolge presso Lev Chadash (Cuore nuovo), affiliata alla WUPJ (Unione Mondiale per l'Ebraismo Progressivo), corrente maggioritaria negli Stati Uniti ma di recente organizzazione in Italia.
L'ebraismo progressivo si distingue per l'attenzione alla sensibilità contemporanea: parità assoluta tra uomo e donna nel culto e apertura alle coppie di matrimoni misti per preservare l'identità ebraica dei figli. Rabbi Barbara, di origini calabresi (Serrastretta), porta con sé un bagaglio unico: è stata animatrice radiofonica ("Radio Rabbi") e ha ideato programmi educativi con marionette per insegnare ai bambini il valore della diversità.
A Milano, il programma educativo si articola in due rami principali:
- Nevatim (Germogli): Incontri domenicali per bambini e adolescenti con teatro dei burattini, cucina tradizionale e canti.
- Kavanah (Intenzione): Studio per adulti ogni sabato pomeriggio, culminante nella cerimonia della Havdala.
Il fondamento teologico di questa apertura risiede nell'idea che la Torah abbia "settanta volti". Come ricordato da Rabbi Kathleen Middlethon, sebbene il testo sia la base divina, esso passa attraverso interpretazioni umane fallibili. Accogliere diverse conclusioni fa parte della ricchezza dell'ebraismo.
Lo studioso Alberto Cavaglion ha salutato questa novità citando l'Esodo: "In qualunque luogo tu rammenterai il mio Nome, verrò a te per benedirti". In via Carlo Tenca a Milano, Rabbi Barbara Aiello ha spalancato le porte per insegnare a giovani e adulti a essere fieri della propria cultura, con un approccio che unisce passione, competenza e modernità.
di Pupa Garribba [Confronti - Novembre 2004]