1. Mosè ricevette la Legge sul monte Sinai e la trasmise a Giosuè; Giosuè, a sua volta, la trasmise agli Anziani; questi ai Profeti, i quali la trasmisero ai membri della Grande Assemblea (Anshei Knesset HaGedolah). Essi affermarono tre cose: siate cauti nel giudicare, allevate molti discepoli e fate una siepe intorno alla Legge (ossia: prendete tutte le precauzioni onde non giungere alla trasgressione della Legge).
2. Shimon il Giusto era uno degli ultimi membri della Grande Assemblea. Egli soleva affermare: su tre cose il mondo poggia: sulla Legge (Torah), sul servizio divino (Avodah) e sulle opere di carità (Ghemilut Chasadim).
3. Antigono di Socho ricevette la tradizione da Shimon il Giusto. Egli soleva dire: non siate come quegli schiavi che servono il loro padrone allo scopo di ricevere un premio; ma siate invece come quegli schiavi che servono il loro padrone non allo scopo di ricevere un premio: e che il timore del Cielo sia sempre su di voi.
4. Josè figlio di Joezer, di Zeredà, e Josè figlio di Jochanan, di Gerusalemme, ricevettero la tradizione dai precedenti. Josè figlio di Joezer affermava: lascia che la tua casa sia luogo di incontro per i sapienti; avvolgiti nella polvere dei loro piedi e bevi con sete le loro parole.
5. Josè figlio di Jochanan, di Gerusalemme, affermava: che la tua casa sia sempre aperta; che i poveri siano membri della tua famiglia; non parlare molto con la donna. Ciò dissero della propria moglie, tanto più, quindi, se si tratta della donna altrui. Da questo hanno affermato i maestri: chiunque parli molto con la donna procura danno a se stesso, si distrae dallo studio della Legge e alla fine si procura il Gheinnom.
6. Jehoshua figlio di Perachjà e Nittai l'Arbelita ricevettero la tradizione dai precedenti. Jehoshua figlio di Perachjà affermava: provvediti di un maestro, comprati un compagno e giudica ogni individuo dal lato buono (Caph Zechut).
7. Nittai l'Arbelita affermava: allontanati dal cattivo vicino, non associarti al malvagio e non disperare della ricompensa.
8. Jehudà figlio di Tabbai e Shimon figlio di Shatach ricevettero la tradizione dai precedenti. Jehudà figlio di Tabbai diceva: non comportarti come se tu fossi patrocinatore di uno degli imputati: quando gli imputati sono dinanzi a te, siano ai tuoi occhi come colpevoli; ma quando si sono allontanati da te, siano ai tuoi occhi come innocenti, avendo accettato la sentenza.
9. Shimon figlio di Shatach affermava: esamina i testimoni in maniera esauriente e stai bene attento alle tue parole, perché da quelle non prendano occasione per mentire.
10. Shemajà e Avtaliòn ricevettero la tradizione dai precedenti. Shemajà affermava: ama il lavoro, odia la grandezza e non ricercare l'amicizia dei potenti.
11. Avtaliòn affermava: o sapienti, state attenti alle vostre parole; potreste incorrere nella pena dell'esilio ed essere deportati in luogo di acque cattive, di cui i discepoli che verranno dopo di voi potrebbero bere e poi morirne, ed il Nome del Cielo sarebbe così profanato.
12. Hillel e Shammai ricevettero la tradizione dai precedenti. Hillel affermava: sii dei discepoli di Aronne: ama la pace, insegui la pace, ama le creature e avvicinale alla Legge.
13. Egli soleva dire: chi è ambizioso di estendere la propria fama, perde il proprio nome; chi non accresce il proprio sapere lo diminuisce; chi non studia è meritevole di morte; chi si serve della corona della Legge a suo vantaggio, perisce. Egli soleva dire: se io non sono per me, chi è per me? Ma se io sono soltanto per me, che cosa sono io? E se non adesso, quando?
14. Shammai affermava: fa' dello studio della Legge un'occupazione costante; parla poco, ma agisci molto; accogli ogni persona con volto sereno.
15. Rabban Gamliel affermava: provvediti di un maestro; allontanati dal dubbio e non togliere la decima in maniera approssimativa.
16. Shimon figlio di Rabban Gamliel affermava: durante i giorni della mia vita sono cresciuto in mezzo ai sapienti, e non ho trovato nulla di meglio per l'uomo che il silenzio. Non è lo studio l'essenziale, bensì l'azione; e chiunque parla troppo causa peccato.
17. Egli soleva dire: per tre cose il mondo sussiste: per la verità, per la giustizia e per la pace; secondo quanto è detto: "Giudicate nelle vostre città verità e giustizia di pace" (Zaccaria 8, 16).
Rabbi Chananjà figlio di Akasha affermava: Dio benedetto volle che Israele si acquistasse dei meriti; per questo gli diede la Legge e numerose prescrizioni, secondo quanto è detto: "L'Eterno volle, per renderlo meritevole, che la Legge fosse grande e magnifica" (Isaia 42, 21).