Il primo capitolo dei Pirkei Avot apre con la genealogia spirituale della Torah: da Mosè sul Sinai, attraverso i Profeti, fino ai membri della Grande Assemblea. Tre sono i loro pilastri: prudenza nel giudizio, educazione di molti discepoli e la creazione di una "siepe" protettiva intorno alla Legge per prevenirne la trasgressione.

Il mondo poggia su tre fondamenta: la Torah (la Legge), il Servizio Divino e le Opere di Carità (Gemilut Chasadim). Attraverso le generazioni, i maestri hanno tramandato insegnamenti sulla condotta morale e la responsabilità sociale.

L'Etica della Casa e del Rapporto con il Prossimo

I maestri Jose' ben Joezer e Jose' ben Jochanan esortano a rendere la propria casa un luogo di incontro per i sapienti e a trattare i poveri come membri della famiglia. Viene sottolineata l'importanza del silenzio e della concentrazione nello studio, avvertendo contro le distrazioni che allontanano dalla comprensione della Legge.

Jehoshua ben Perachja introduce tre precetti fondamentali per la vita sociale:

  • Scegliersi un maestro (Guida spirituale).
  • Acquistarsi un compagno (Studio condiviso).
  • Giudicare ogni individuo dal lato buono (Empatia e favore del dubbio).

Imparzialità, Lavoro e Umiltà

I maestri della giustizia, come Shimon ben Shatach, ricordano ai giudici di esaminare i testimoni con rigore, mentre Shemaja' esorta ad amare il lavoro e a non ricercare il potere mondano. Hillel e Shammai, i giganti della tradizione, definiscono l'equilibrio ideale:

"Se io non sono per me, chi è per me? Ma se io sono soltanto per me, che cosa sono io? E se non adesso, quando?" (Hillel)

Shammai conclude ricordando che l'azione deve superare la parola: "Parla poco, ma agisci molto", e che l'accoglienza verso il prossimo deve essere sempre serena e luminosa.

La stabilità del Mondo

In sintesi, la sopravvivenza del mondo civile non è casuale, ma dipende da tre valori universali citati da Rabban Shimon ben Gamliel:

  • Verità (Emet)
  • Giustizia (Din)
  • Pace (Shalom)