Ogni ebreo ha parte nel mondo futuro, secondo... (vedi inizio capitolo I). 1. Ben Zoma' affermava: chi è il sapiente? Colui che impara da qualsiasi persona.
Secondo quanto è detto: io ho imparato da tutti coloro che mi hanno insegnato (Salmi CXIX, 99). Chi è il forte? Colui che domina il proprio istinto; secondo quanto è detto: colui che sa sopportare con pazienza è meglio del prode e colui che domina il suo spirito è superiore a chi conquista una città (Proverbi, XVI, 22). Chi è il ricco? Colui che si contenta della sua parte, come è detto: quando tu godrai della fatica delle tue mani sarai felice e ne avrai bene: felice, in questo mondo, avrai bene, nel mondo futuro. Chi è degno di rispetto? Colui che rispetta le creature; come dice il verso: rispetterò coloro che mi rispettano, mentre quelli che mi disprezzano saranno tenuti in poca considerazione (I Samuele, II, 30).
2. Ben Azai affermava: sii pronto ad adempiere un precetto lieve, e fuggi dalla trasgressione, perché l'adempimento di un precetto ne trascina un altro, mentre una trasgressione ne trascina un'altra. Il premio di un precetto adempiuto è il precetto stesso, mentre la punizione per la trasgressione è la trasgressione.
3. Egli affermava: non disprezzare nessuna persona e non ritenere nessuna cosa impossibile, perché non esiste uomo che non abbia la sua ora e non c'è cosa che non abbia il suo posto.
4. Rabbi Levitas di Javne' affermava: sii assai umile poiché la speranza dell'uomo non è altro che vermi.
5. Rabbi Jochanan, figlio di Beroka', affermava: colui che profana il nome del cielo in segreto, ne sconterà la colpa in pubblico; trattandosi di profanazione del nome del cielo, questo vale tanto che l'abbia fatto involontariamente che di proposito.
6. Rabbi Ishmael, suo figlio, affermava: a chi studia allo scopo di insegnare, viene data la possibilità di studiare e di insegnare. A chi studia allo scopo di mettere in pratica, viene data la possibilità di studiare, di insegnare, di osservare e di mettere in pratica.
7. Rabbi Zadok affermava: non fartene (della legge) una corona con cui gloriarti e neppure una scure con cui scavare. Così Hillel affermava: chi si serve della corona a suo vantaggio, perisce. Da qui puoi trarre la conclusione che chiunque approfitti delle parole della legge per vantaggi personali, toglie la sua vita dal mondo.
8. Rabbi Jose' affermava: chiunque onora la legge, sarà onorato egli stesso, dalle creature, chiunque profana la legge, egli stesso sarà profanato dalle creature.
9. Rabbi Ishmael, suo figlio, affermava: chi si astiene dal giudicare, evita da sé l'odio, il furto e il falso giuramento. Chi invece si assume la pretesa di esprimere sentenze, è un folle, un malvagio e uno spirito arrogante.
10. Egli affermava: non giudicare da solo, perché da solo non giudica altro che l'uno; così pure non dire: accettate la mia opinione, perché sono essi che hanno questa possibilità e non te (essendo il tribunale formato da tre persone, il singolo deve accettare la maggioranza).
11. Rabbi Jonathan affermava: colui che adempie la legge in miseria, alla fine l'adempirà nella ricchezza, mentre chiunque trascura la legge nella ricchezza, finirà col trascurarla nella miseria.
12. Rabbi Meir affermava: dedicati meno agli affari e occupati di più della legge. Sii umile dinnanzi a ogni uomo. Se tralasci lo studio della legge, tanti altri sfaccendati troverai simili a te; ma se invece ti affaticherai nello studio della legge, Dio ti darà un abbondante premio.
13. Rabbi Eliezer, figlio di Jaakov affermava: chi adempie un precetto si acquista un avvocato difensore; chi invece commette una trasgressione, si procura un accusatore. Il pentimento e le opere buone sono come uno scudo dinanzi alla punizione.
14. Rabbi Jochanan, fabbricante di scarpe, affermava: qualunque riunione che ha scopi sacri, è destinata a durare; mentre ogni riunione che non ha sacri scopi non è destinata a durare.
15. Rabbi Elazar, figlio di Shammua, affermava: ti sia caro l'onore del tuo scolaro come quello tuo proprio; così l'onore del tuo collega ti sia caro come la venerazione per il tuo maestro; e la venerazione per il tuo maestro sia come il rispetto che tu hai per il cielo.
16. Rabbi Jehuda' affermava: stai attento allo studio, perché un errore involontario commesso nello studio è considerato colpa volontaria.
17. Rabbi Shimon affermava: esistono tre corone: la corona della legge, la corona del sacerdozio e la corona del regno. Ma la corona della buona reputazione le supera tutte.
18. Rabbi Nehorai affermava: emigra verso una sede di studi della legge e non pensare che sia la legge a venirti dietro, perché sono i tuoi compagni che fanno sì che quella si mantenga presso di te (lo studio con i compagni agevola l'apprendimento) e non fare assegnamento sulla tua intelligenza.
19. Rabbi Jannai affermava: noi non abbiamo il potere di conoscere la ragione né della felicità dei malvagi, né delle sofferenze dei giusti.
20. Rabbi Mattihya', figlio di Cheresh, affermava: sii sempre il primo a porgere il saluto a ogni persona; sii piuttosto coda di leoni che testa di volpi.
21. Rabbi Jacov affermava: questo mondo è paragonabile a un'anticamera verso il mondo futuro: preparati nell'anticamera, affinché tu possa entrare nella sala del banchetto.
22. Egli affermava: vale più un'ora di penitenza e di opere buone in questo mondo che tutta la vita del mondo futuro; e vale più un'ora di beatitudine nel mondo futuro che tutta la vita nel mondo presente.
23. Rabbi Shimon, figlio di Elazar, affermava: non tentare di placare il tuo compagno nell'ora della sua ira; né cercare di confortarlo nel momento in cui il suo morto giace davanti a lui; non fargli domande nel momento in cui esprime il suo voto (una persona pronuncia un voto sotto il dominio di una forte emozione; di fronte a stati d'animo in cui l'uomo assume su di sé gravi responsabilità, si deve mantenere un rispettoso silenzio); e non cercarlo nel momento della sua vergogna.
24. Shemuel, il piccolo, affermava: non gioire quando cade il tuo nemico; e non rallegrarti in cuore quand'egli inciampa; perché Iddio, vedendo ciò, ne avrebbe dispiacere e ritrarrebbe la sua ira da costui.
25. Elisha', figlio di Abuja', affermava: chi impara da giovane, a che cosa si può paragonare? A inchiostro scritto su carta nuova. E chi impara da vecchio a che cosa si può paragonare? A inchiostro scritto su carta cancellata.
26. Rabbi Jose', figlio di Jehuda', di Kefar Bavli, affermava: chi impara dai giovani a che cosa si può paragonare? A chi mangia uva acerba e beve vino dal torchio. E chi impara dai vecchi a che cosa si può paragonare? A chi mangia uva matura e beve vino vecchio.
27. Rabbi Meir affermava: non guardare la bottiglia, bensì quanto essa contiene. Può esserci una bottiglia nuova, piena di vino vecchio, e una bottiglia vecchia, che non contiene neppure vino nuovo.
28. Rabbi Elazar Hakappar affermava: l'invidia, la cupidigia e l'ambizione tolgono l'uomo dal mondo.
29. Egli affermava: coloro che sono nati sono destinati a morire; e i morti a rivivere; e i vivi a essere giudicati affinché si sappia, sia fatto conoscere e si abbia la consapevolezza che egli è Dio, egli è il supremo fattore, egli è il creatore, egli è l'onniscente, egli è il giudice, egli è il testimone, egli è l'accusatore, egli è colui che emetterà la sentenza. Benedetto sia colui nel quale non esiste né ingiustizia, né dimenticanza, né riguardi, né corruzione. E sappi che tutto è secondo il conto; e la tua immaginazione non ti lusinghi a credere che la tomba sia per te un rifugio! Perché contro tua voglia tu fosti creato, contro tua voglia tu vivi, contro tua voglia tu morrai, e contro tua voglia tu sei destinato a rendere conto e ragione dinanzi al supremo re, il santo, benedetto egli sia.
Rabbi Chananja', figlio di Akasha' affermava: ecc... (vedi fine capitolo I).