Ogni ebreo ha parte nel mondo futuro, secondo quanto insegnato dai nostri Saggi. Essi espressero questo insegnamento secondo il linguaggio della Mishnah: Sia benedetto colui che predilige loro e il loro insegnamento.

I sapienti espressero questo insegnamento secondo il linguaggio della Mishnah: sia benedetto colui che predilige loro e il loro insegnamento.

Rabbi Meir affermava:

Chiunque si occupa della Legge disinteressatamente (Lishmah), non solo è meritevole di molte cose, ma tutto il mondo è come se esistesse soltanto per lui; egli viene chiamato compagno e amico, egli ama Dio e ama le creature; procura gioia a Dio e gioia alle creature. La Legge lo riveste di umiltà e di timore; lo mette in condizione di essere giusto, pio, onesto e fedele; lo allontana dal peccato e lo avvicina alle buone azioni. Da lui si ricevono consiglio e saggezza, senno e coraggio, secondo quanto è detto: "A me appartiene il consiglio e la saggezza, io sono la prudenza, a me appartiene il coraggio" (Proverbi 8, 14). La Legge gli concede il regno, il dominio e la capacità di giudicare; gli vengono rivelati i misteri della Torah; egli diventa come una sorgente inesauribile e come un fiume che va sempre crescendo; egli è modesto, longanime, facile al perdono per le offese ricevute; la Legge lo esalta e lo innalza al di sopra di tutte le creature.

Rabbi Jehoshua, figlio di Levi, affermava:

Ogni giorno una voce (Bat Kol) proveniente dal monte Sinai esclama: "Guai alle persone che procurano offesa alla Legge!". Perché chiunque non si dedica allo studio della Legge è persona biasimevole, secondo quanto è detto: "Come un anello d'oro al naso di un maiale, così è una donna bella ma priva di senno" (Proverbi 11, 22). Ed è scritto ancora: "E le tavole erano opera di Dio e la scrittura era pure scrittura di Dio, incisa (charuth) sulle tavole" (Esodo 32, 16). Non leggere charuth (incise) bensì cheruth (libertà), perché nessuno può dirsi libero se non colui che si dedica allo studio della Legge.

Chiunque impara dal suo compagno un capitolo, un paragrafo, un verso o persino una sola lettera, deve comportarsi con lui con rispetto. Così troviamo di David, re d'Israele, che aveva imparato da Achitofel soltanto due cose, eppure lo chiamò suo maestro e amico. Se David si comportò così per due sole cose, quanto più chi impara una intera proposizione o una lettera deve onorare il prossimo?

Questo è il sistema di vita che si addice allo studio della Legge: mangia pane intriso nel sale, bevi acqua con misura, dormi in terra; vivi una vita di privazioni e affaticati nello studio. Se farai così sarai felice in questo mondo e beato nel mondo avvenire. Non cercare la grandezza né ambire agli onori; fa' che le tue azioni superino la tua cultura.

La Legge è superiore al sacerdozio (Kehunah) e al regno (Malkhut). Il regno si acquista con trenta requisiti, il sacerdozio con ventiquattro, ma la Legge si acquista con quarantotto requisiti, cioè:

  • Con lo studio
  • Con l'orecchio teso
  • Con la ripetizione ad alta voce
  • Con l'intelligenza e la riflessione
  • Con il timore e la riverenza
  • Con l'umiltà
  • Con la gioia
  • Con la purità
  • Con il contatto con i dotti
  • Con l'unione con i compagni
  • Con la discussione con gli scolari
  • Con la tranquillità
  • Con la conoscenza delle Scritture e della Mishnah
  • Con moderazione nel commercio
  • Con moderazione nella vita sociale
  • Con moderazione nei piaceri
  • Con poco sonno
  • Con moderazione nella conversazione
  • Con la pazienza
  • Con cuore buono
  • Con la fiducia nei sapienti
  • Con l'accettazione dei dispiaceri
  • Conoscendo il proprio posto
  • Essendo soddisfatti della propria parte
  • Ponendo freno alle proprie parole
  • Non vantandosi di se stessi
  • Accattivandosi le simpatie
  • Con l'amore verso Dio e le creature
  • Amando la giustizia e la rettitudine
  • Accettando le ammonizioni
  • Allontanandosi dagli onori
  • Non essendo orgogliosi del proprio sapere
  • Non essendo lieti di dare sentenze
  • Condividendo le fatiche del prossimo
  • Giudicando benevolmente
  • Facendo conoscere la verità
  • Facendo regnare la pace
  • Studiando con mente serena
  • Facendo domande e rispondendo
  • Ascoltando e aggiungendo del proprio
  • Studiando per insegnare e praticare
  • Accrescendo il sapere del maestro
  • Riferendo le opinioni citando l'autore

Si è infatti constatato che chiunque riporta un'opinione citando il nome di chi l'ha espressa arreca la redenzione al mondo, secondo quanto è detto: "Ed Ester riferì al re a nome di Mordechai" (Ester 2, 22).

Rabbi Jose' figlio di Kisma' raccontò:

Una volta incontrai un uomo che mi disse: "Rabbi, vuoi venire ad abitare presso di noi? In cambio ti darò migliaia di denari d'oro e pietre preziose". Gli risposi: "Anche se tu mi dessi tutto l'argento e l'oro del mondo, non abiterei altro che in un luogo di Legge (Torah)". Poiché nell'ora della dipartita non accompagnano l'uomo né l'oro né le perle, bensì lo studio e le opere di bene.

Qualunque cosa il Santo, Benedetto Egli Sia, ha creato nel Suo mondo, non l'ha creata se non per la Sua gloria; secondo quanto è detto: "Tutto ciò che reca il Mio nome, ho creato, ho formato e ho fatto a Mia gloria" (Isaia 43, 7).

Rabbi Chananjà, figlio di Akasha, affermava:

Il Santo, Benedetto Egli Sia, volle che Israele si acquistasse dei meriti; per questo diede loro abbondante Torah e numerose Mitzvot, come è scritto: "L'Eterno volle, per amore della sua giustizia, rendere la Legge grande e magnifica" (Isaia 42, 21).