Da La Repubblica 11 giugno 2005: Appello delle due comunità a favore della partecipazione sui quattro quesiti referendari. Ebrei, musulmani ed evangelici si uniscono per invitare i cittadini al voto, sottolineando l'importanza della partecipazione democratica e della memoria storica.
Ebrei, musulmani ed evangelici. Insieme. Per invitare ad andare a votare. L'appello parte da Milano, anche se il tam tam, presto, si è allargato a tutta l'Italia. Dai giovani della comunità ebraica fino ai ragazzi musulmani e agli evangelici: — Il 12 e 13 giugno andremo a votare per il referendum anche per onorare la memoria di quanti sono caduti per le nostre libertà, a cominciare da quella religiosa.
Eccola l'opinione dei giovani rappresentanti delle "altre" religioni. Che "nel merito dei quesiti abrogativi della legge 40 non si sentono di dare indicazioni", ma che vogliono esprimerlo, il loro diritto di voto. "Un piccolo gesto", dicono, fatto a titolo personale, "senza voler creare polemiche con chi si astiene".
E le firme, in calce, sono tante. Dal portavoce della comunità ebraica di Milano, Yasha Reibman — che ha già dichiarato di votare quattro sì — a Abdallah Kabakebji, il responsabile dei giovani musulmani di Milano; da Tobia Zevi, il presidente nazionale dell'Unione dei giovani ebrei al presidente dei giovani musulmani d'Italia Osama Al Saghir, fino a Yahya Pallavicini, il vicepresidente delle comunità religiose islamiche e Davide Marazzita, pastore evangelico. E poi David Parenzo, il direttore del giornale dei giovani ebrei, Daniele Nahum, che dell'UGEI è il portavoce, il segretario dell'Associazione Amici di Israele Davide Romano e Khalid Chaouki, direttore del sito "Musulmani d'Italia".
Comunicato stampa UGEI sul referendum:
Il 12-13 giugno andremo a votare ai referendum, che rappresentano una delle due schede che la Costituzione italiana ha dato ai cittadini, una per eleggere i rappresentanti in Parlamento, l'altra eventualmente per eliminare quelle leggi che non si condividano. Siamo consapevoli di quanto sia stata difficile e dolorosa la conquista della democrazia nel nostro Paese.
Senza alcuno spirito polemico che non ci appartiene, la nostra costante partecipazione alle consultazioni elettorali vuole anche essere un piccolo gesto per onorare la memoria di quanti sono caduti per le nostre libertà, a cominciare da quella religiosa. Nel merito dei quesiti abrogativi sulla Legge 40 non ci sentiamo invece di dare indicazioni, anche perché ciascuno di noi ha naturalmente opinioni differenti, che potranno esprimersi il giorno della votazione. Riteniamo tuttavia necessario sottolineare come finora non abbiano praticamente avuto diritto di parola sui grandi mezzi di comunicazione le opinioni degli esponenti delle religioni meno rappresentate in Italia e questo ha impedito a tutti i cittadini di formarsi un'opinione più ricca e articolata.