"Mi baci egli con i baci della sua bocca, perché i suoi amori sono meglio del vino" (Cant. 1,2)
(Midrash HaNe'elam) Dialogo sui baci.
(1) Rabbi Rehumay aprì la lezione, e su di lui posò lo spirito divino, lo spirito della HOKMAH e della BINAH, lo spirito dell'albero della vita e della GHEVURAH, lo spirito della DAAT e del timore del Cielo. Ecco qui quattro spiriti di cui non gode nessun uomo, salvo il Re Mashiach.
(2) E perché è scritto: "da quattro spiriti" e non "che fai soffiare il vento"? È scritto soltanto: "da quattro spiriti", e questo è lo spirito completo, lo spirito della pace.
(3) Gli disse quindi: ciò viene dall'interno dell'amore del bacio. Ecco il bacio dall'amore che non è solo bacio sulla bocca, e unisce fra di loro spirito a spirito ciascuno di essi con due spiriti: lo spirito proprio e il respiro del suo compagno, essendo entrambi di quattro spiriti insieme uniti, e il figlio viene da loro due, che è lo spirito che viene da quattro spiriti. Così come dicono i profeti, da quattro spiriti viene lo spirito, e questo è lo spirito di pace.
(4) Rabbi Berechi disse: ero seduto alle porte della grande città di Roma e vidi un uomo che stava venendo, andai a chiamarlo, e mi recai a casa sua. Mi avvicinò egli alla Scrittura, alla Mishnah, alla Toseftah e all'Aggadah, restai, non me ne andai, rimasi lì finché fui fuori lo stipite della porta e si voltò. Mi dissi: egli e il suo cane hanno mangiato insieme.
(5) Ecco parlò Rabbi Menium il vecchio, incantatore canuto, sia egli che i cani erano di duro cuore, e non aveva compreso nulla dell'intelligenza, che il Santo, benedetto Egli Sia, non ha tramandato di permanere fra questi. E perciò essi erano duri d'animo, e per questo egli e il suo cane mangiavano insieme.
(6) Si alzò allora e si avvicinò alla tavola abbassando il capo e non parlando per nulla. Vidi e cercai i suoi occhi, che erano ridenti. Mi disse: — Avanti andiamo sui sentieri del Signore. Preparò la tavola, prima un uomo ritorna, prima un uomo esamina se stesso, prima si restaura. Aggiunse: se si ferma dall'andare su questa strada non avrà discendenza. E si girò e disse: — Si viva per Te e ci si rialzi nel mondo a venire per Te.
(7) Gli dissi: — Perché volti la tua guancia e ti duole? Mi rispose che è proibito per un uomo disprezzare se stesso e tutto ciò che dimora altrove perché è come maledire un Saggio, persino se sia in una disgraziata condizione egli è da sostenere. Io dissi: — Così è, e vai avanti, se si tenta D-o non si sopravvive, e non si risorge. E tu, esamina scrupolosamente dentro te stesso, e non ti disprezzare.
(8) Aprì la lezione e disse: ora se è debole il loro peccato e se non vi sono dunque gli accampamenti numerosi che sono scritti, disprezza questa condizione, e il Santo, benedetto Egli Sia perdona i tuoi peccati per mezzo di Moshe nostro Maestro, e se anche cancellassi il suo nome dalla sezione della Torah, nelle mitzvot eseguite egli risiede, e ci sarà la sezione della Torah e tu compierai la mitzvah. Perché è egli quello che trascrive il suo nome MOSHE su ciascuna parola, e su ogni mitzvah che vi è qui. È il consolatore in ogni commento della Torah, ma non è qui ricordato. Ecco che chi disprezza un Hakam, anche disgraziato, non risorge.
(9) Dunque ciò che stabilimmo, (che egli è un Talmid Hakam), mi alzai e tornai vicino alla tavola e gli dissi: cosa viene nella parashah Tetzaveh? Disse: disse queste parole, (di non disprezzare se stesso), non ci sono cose più fondamentali di questo nella Torah.