Pubblichiamo la lettera aperta di un nostro visitatore riguardante un convegno organizzato dall'UGEI per il Giorno della Memoria, seguita dalla risposta ufficiale di un consigliere dell'UCEI. Al centro del dibattito, il delicato equilibrio tra la memoria specifica dello sterminio nazista e il ricordo di altre tragedie del XX secolo.
È scandaloso che l'UGEI organizzi un evento simile e che la Comunità di Milano lo patrocini. Questa iniziativa va contro una battaglia che l'ebraismo sostiene da sessant'anni: la difesa dell'unicità assoluta della Shoah.
Il titolo del convegno, "Affinché non accada mai più. Memoria della Shoah e tragedie dimenticate", suggerisce implicitamente che il 27 gennaio non sia giusto ricordare solo la Shoah. Tale impostazione contrasta con il significato profondo del "Giorno della Memoria", ricorrenza istituita per sottolineare l'eccezionalità dello sterminio nazista rispetto agli altri eccidi del '900.
L'autore della lettera solleva interrogativi critici:
- Perché non sono stati invitati storici specializzati o testimoni diretti (reduci dai campi)?
- Perché non coinvolgere enti come il CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea)?
- Questa iniziativa potrebbe costituire un precedente pericoloso per chi vuole promuovere comparazioni di dubbia natura.
In risposta alla critica, Claudia De Benedetti (Consigliere delegato ai Giovani dell'UCEI) ha precisato che l'UGEI gode di piena autonomia decisionale. L'Unione delle Comunità non ha approvato preventivamente il programma, né quest'ultimo è stato sottoposto al Consiglio UCEI, nonostante l'UGEI riceva finanziamenti dai fondi dell'Otto per Mille gestiti dall'Unione.
Il dibattito resta aperto: la memoria della Shoah deve rimanere isolata nella sua unicità o può servire da lente universale per non dimenticare altri crimini contro l'umanità?
Un cordiale shalom, una voce d'Israele