Il documento in questione è:

Sussidi per una corretta presentazione degli Ebrei e dell'Ebraismo nella predicazione e nella catechesi della Chiesa Cattolica

Commissione per i rapporti religiosi con l'Ebraismo, 24 giugno 1985 [corretto: 1985].

Lo si può leggere nella sua interezza su: nostreradici.it

Vorrei riportare qui questo estratto (parti III e IV):

### III - Radici ebraiche del Cristianesimo

12. Gesù è ebreo e lo è per sempre; il suo ministero si è volontariamente limitato "alle pecore perdute della casa d'Israele" (Mt 15,24). Gesù è pienamente un uomo del suo tempo e del suo ambiente ebraico palestinese del I secolo. Ciò sottolinea la realtà dell'incarnazione e il significato della storia della salvezza.

13. Le relazioni di Gesù con la Legge (Torah) sono complesse: Egli vi si è sottomesso, è stato circonciso e presentato al Tempio (Lc 2,21). Il ritmo della sua vita è scandito dai pellegrinaggi in occasione delle grandi feste.

14. Gesù insegna spesso nelle sinagoghe e nel Tempio. Ha voluto realizzare l'atto supremo del dono di sé nel quadro della liturgia domestica della Pasqua (Seder), il che permette di comprendere meglio il carattere di "memoriale" dell'Eucarestia.

[Image comparison between the Jewish Passover Seder elements (Matzah, Wine, Lamb) and the Christian Last Supper as described in the Synoptic Gospels]

16-19. Gesù e i Farisei: I rapporti non furono solo polemici. Gesù condivide con i farisei dottrine fondamentali: la resurrezione dei corpi, le forme di pietà (elemosina, preghiera, digiuno) e il comandamento dell'amore di Dio e del prossimo. La severità mostrata da Gesù verso di loro deriva dal fatto che Egli è più vicino ai farisei che ad altri gruppi ebraici contemporanei.

### IV - Gli Ebrei nel Nuovo Testamento

21. La formula "gli ebrei" nel Vangelo di Giovanni designa spesso i capi o gli avversari di Gesù, non il popolo come tale. Bisogna considerare che i Vangeli riflettono conflitti tra la Chiesa nascente e la comunità ebraica cronologicamente posteriori a Gesù.

22. Responsabilità per la morte di Gesù: Quanto commesso durante la Passione non può essere imputato né indistintamente a tutti gli ebrei allora viventi, né agli ebrei del nostro tempo. Gli ebrei non devono essere presentati come rigettati da Dio né come maledetti.

[Image illustrating the theological concept of "Nostra Aetate" (1965): the shift from the "teaching of contempt" to the "theology of shared roots" in Christian-Jewish relations]

Chiedo scusa a tutti coloro che questo documento già conoscevano.

Ciao.