Oggi affronteremo dal punto di vista ebraico una domanda classica della letteratura antisemita: "Posso vendere la mia auto usata a un non-ebreo, sebbene essa abbia un difetto che egli ignora?". La risposta, tutto sommato ovvia, è no, indipendentemente dalla nazionalità dell'acquirente.

Un po' meno ovvio è il modo in cui viene descritto l'obbligo di non "imbellettare" la merce venduta e di fornire un'informazione completa e veritiera delle sue caratteristiche, anche negative. Queste norme ricordano la responsabilità per i vizi occulti del diritto romano (le informazioni dovute nella vendita di uno schiavo).

### L'inganno senza danno

Un'osservazione esclusiva dell'Halakhah è che il venditore viene sanzionato anche se l'inganno non provoca un danno materiale apprezzabile. Ad esempio, vendere carne non-kasher facendola credere kasher a un non-ebreo è illecito, anche se la carne è sana e nutriente. Perché?

* Abitudine all'illecito: L'Halakhah teme che chi compie piccoli inganni "innocui" si abitui poi a compiere illeciti gravemente dannosi. È la cosiddetta "siepe intorno alla Torah". * Reati di pericolo: Similmente al codice della strada, si vieta di passare col rosso non perché ogni volta ci sia un incidente, ma per prevenire il rischio di omicidio colposo. ### Geneivat Da'at e Chillul Ha-Shem

L'etica ebraica introduce due concetti fondamentali:

  1. Geneivat Da'at (Furto d'opinione): Creare una falsa impressione o indurre qualcuno in errore, anche senza sottrarre denaro fisicamente, è considerato un furto della mente altrui.
  2. Chillul Ha-Shem (Profanazione del Nome): Imbrogliare un non-ebreo è considerato paradossalmente più grave che imbrogliare un correligionario, perché dà motivo di disprezzare il Divino e l'intero popolo che lo rappresenta.
### Dai mercati rionali alla Borsa

L'autore, già capo-economista della Banca d'Israele, sottolinea che una società quotata che "trucca" il bilancio per rendere le azioni appetibili commette lo stesso illecito di chi trucca un'auto usata. Non è una questione di schieramento politico (progressisti vs conservatori), ma di sopravvivenza collettiva.

L'accenno al pregiudizio antisemita nell'introduzione è dunque un'esca retorica: mentre la pubblicità usa il corpo per catturare l'attenzione, l'etica ebraica usa il paradosso per costringere a una riflessione profonda sulla trasparenza dei mercati.