È noto che l'Ebraismo umanista nega che esista un Signore della Storia che, con la Sua Provvidenza, regge il mondo. Mircea Eliade spiega come questa posizione sia, in realtà, compatibile con l'Ebraismo in generale.

Il suo "Trattato di storia delle religioni", al paragrafo 11 del capitolo 2, descrive gli "esseri celesti uranici" in questo modo:

"Lasciamo per ora sospeso il problema del monoteismo originario. Quel che non ammette alcun dubbio è la quasi-universalità della credenza in un Essere divino celeste, creatore dell'Universo e garante della fecondità della Terra (grazie alle piogge che riversa). Questi Esseri sono dotati di prescienza e sapienza infinite, hanno instaurato le leggi morali, spesso anche i rituali del clan, durante la loro breve dimora sulla Terra; sovrintendono all'osservanza delle leggi e fulminano con la folgore chi le viola".

Per Eliade questi "D-i supremi uranici" hanno la preoccupante tendenza a perdere il timore dei loro adoratori, il culto, l'osservanza delle leggi a loro attribuite, perfino la rappresentazione iconica — rischiando seriamente di cadere nell'oblio (Op. cit. 14, Cap. 2).

Infatti essi sono ritenuti o troppo distanti per aver davvero bisogno dell'uomo, o troppo passivi per essere utili, o troppo buoni per essere veramente temibili, e vengono il più delle volte soppiantati (o perlomeno relegati sullo sfondo) da altre divinità.

Se leggete le basi dottrinali dell'Ebraismo umanista, vi rendete conto che è ammesso per i suoi membri credere in un "D-o supremo uranico" che abbia già subito le perdite inventariate da Eliade, e che non sia ancora stato soppiantato!

L'Ebraismo umanista non si pone quindi in opposizione alle correnti teiste dell'Ebraismo, ma è una delle possibili evoluzioni della sua tradizione.

E le parole di Eliade spiegano molto bene perché un ebreo "ateo" continui ad appartenere al Popolo d'Israele, mentre chi ha scelto un'altra religione no: il secondo ha soppiantato l'Eterno con un'altra divinità, il primo, pur privandoLo di molti attributi importanti, non Lo ha sostituito.