Altrove mi è sorto questo dubbietto: ma uno si deve mettere in regola anche con i non ebrei prima di Kippur?

La Teshuvah è il ritorno verso D-o. I passi di cui è composta servono a riparare il rapporto con sé stessi, tra sé stessi e il mondo, e quindi tra il mondo e D-o.

Non vedo quale differenza possa esserci nel riconoscimento e nella riparazione dei propri errori, sia che la controparte sia ebrea che non ebrea. Da un ebreo è logico aspettarsi un percorso convergente con il proprio, mentre un non ebreo, non avendo YK (Yom Kippur), lascia sulle tue spalle una responsabilità ancora maggiore.

Resta il fatto che la Teshuvah implica un profondo esame di coscienza, ma non una assunzione gratuita di colpe che non si hanno, né il perdono dei torti subiti in assenza di qualsiasi sforzo di riparazione altrui. Non bisogna "porgere l'altra guancia": la giustizia è un presupposto essenziale del perdono. E anche questo vale per ebrei e non ebrei.

TB