Per Natale ci scambiamo dei doni per partecipare alla gioia che gli angeli annunziarono ai pastori, ricordando il regalo per eccellenza: Gesù Cristo. Questo dono è stato preparato da Dio in una lunga storia in cui, come dice Sant'Ireneo, "Dio si abitua a stare con l'uomo e l'uomo si abitua alla comunione con Dio".

### La Storia della Salvezza

Questa storia comincia con la fede di Abramo, Padre dei credenti e nostro Padre nella fede. Continua nelle benedizioni dei patriarchi, nella rivelazione a Mosè, nell'Esodo verso la terra promessa e nella promessa a Davide di un regno senza fine. I profeti hanno poi preparato il cuore degli uomini a ricevere il dono supremo.

Abramo è la radice della benedizione: "in lui si diranno benedette tutte le famiglie della terra" (Gen 12, 3). Il compito del popolo eletto è donare il Dio unico a tutti i popoli. Noi cristiani siamo eredi di questa fede e dobbiamo riconoscenza ai fratelli ebrei che l'hanno conservata nei secoli.

### L'Unità dei Due Testamenti

Il Dio della Bibbia ebraica è lo stesso Dio di Gesù Cristo. La Chiesa del secondo secolo dovette resistere a Marcione, che voleva opporre il Dio del Nuovo Testamento al "demiurgo" dell'Antico. La Chiesa ha invece sempre mantenuto la fede in un Dio solo, autore di entrambi i Testamenti.

Nella liturgia risuonano le voci di Mosè e dei profeti; il Salterio di Israele è il libro di preghiera della Chiesa. La splendida immagine di Apocalisse 12 (la donna vestita di sole) rappresenta Israele che dà alla luce il Messia, trasformandosi nel nuovo Israele e personificandosi in Maria. Questa unione mostra come Israele e la Chiesa siano inscindibili.

### Riconciliazione e Dialogo

Ogni parto è difficile e le relazioni sono state spesso conflittuali, degenerando in antiebraismo e violenze. Sebbene la Shoah sia stata figlia di un'ideologia anticristiana, non si può negare che l'eredità antiebraica abbia indebolito la resistenza di molti cristiani.

Oggi cerchiamo una nuova visione basata sulla preghiera e sulla stima reciproca:

  • I doni e la chiamata di Dio a Israele sono irrevocabili (Rom 11, 29).
  • Il dialogo con gli ebrei è unico: l'Antico Testamento non è "un'altra religione", ma il fondamento della nostra stessa fede.

Il programma del Concilio Vaticano II ci chiama a perseverare su questa via di giustizia e amore, condividendo il mistero divino tra nazioni che cercano la pace.

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