Mi chiamo Benedetta, ho 26 anni e non sono né ebrea né cattolica, ma atea.
Spero che questo non mi precluda una tua risposta.

Ho visitato alcuni giorni fa questo sito e l'ho trovato molto interessante. Ho deciso di visitare la Polonia il prossimo anno e mi è piaciuto molto il diario. Voglio andare a vedere un campo di sterminio perché in uno dei tanti esistenti è stato internato mio nonno che non ho mai conosciuto. Non morì in quell'inferno, ma a casa, a causa di una bomba inesplosa.

Anni fa, quando avevo 21 anni, mentre ero in Austria, volevo visitare Mauthausen, ma arrivata davanti ebbi paura a entrare. Non ci riuscii fisicamente e psicologicamente. Adesso credo di essere più forte e voglio vedere dove è stato mio nonno e cosa ha dovuto sopportare.

Purtroppo non so in quale campo sia stato perché mia mamma non ne parla mai, so che le fa male ricordare e io non voglio che soffra.

Però ho paura di entrare in un campo e trovare il suo nome scritto su un muro. La mia famiglia materna nonostante non fosse ebrea ha molto sofferto a causa della guerra e la mia bisnonna, che è stata per me come una seconda madre mi ha raccontato molti episodi, terribili, di quegli anni.
Ma a volte sono stati anche aiutati dalla fortuna, come quando il mio bisnonno fu preso per essere ucciso secondo la legge nazista dieci italiani giustiziati per ogni tedesco ammazzato.

Fortunatamente gli alleati erano ormai alle porte e i nazi scapparono senza ucciderli. Ma la mia bisnonna mi ha raccontato molti altri episodi, con finali più tragici. Lei viveva in campagna e i vicini erano una famiglia di ebrei che furono sterminati. Altri vicini erano collaborazionisti e le figlie facevano le prostitute per i nazisti.

Quando vado in Germania o in Austria mi sembra che le persone abbiano sempre la mentalità nazista e a volte interrompo il viaggio per tornare a casa.

Io non riesco a dimenticare, i racconti della mia bisnonna, una persona dolcissima, mi sono rimasti dentro e penso che chi ha ucciso una volta possa farlo una seconda. Le manifestazioni di naziskin e simili non fanno altro che dimostrare che ho ragione.

Tra l'altro la figlia di Mussolini è ancora sulla scena politica e c'è chi dice che i campi di sterminio non sono mai esistiti.

Tempo fa ho incontrato un ragazzo berlinese che mi aiutava a migliorare in questa lingua, ma quando mi ha detto che suo nonno aveva una grande azienda che poi è passata a lui non l'ho più voluto vedere perché ho pensato che se era riuscito a uscire indenne dal nazismo era un membro di quel partito o un vile. Ho troncato ogni rapporto. Tra l'altro da parte materna sono di discendenza austriaca, ma mentre amo molto la lingua, non riesco ad avere alcun rapporto con gli abitanti del Reich.

E non perdono alla chiesa di aver aiutato i nazisti e fascisti più potenti a scappare e di non aver detto niente mentre milioni di ebrei salivano in cielo sotto forma di fumo.

L'anno prossimo andrò a vedere i campi di sterminio e, se possibile, qualche centro di cultura ebrea a Cracovia. Ma andrò anche a vedere il bunker di Hitler vicino a Danzica, ma non potrò perdonare.

Ho provato a pensare che sono passati ormai tanti anni e che le persone cambiano, ma per me i tedeschi sono come allora.