Io conosco soltanto la storia dei miei nonni siciliani, raccontatami quando ero piccolissima e senza mai pronunciare la parola "ebrei".
Questo perché ancora oggi, soprattutto nei piccoli paesi dell'entroterra, è sconsigliato parlare di certi argomenti (es. Garibaldi, laico, aborto ecc.) e anche avere certi atteggiamenti (frequentare certe persone piuttosto che altre, non andare alla messa o andare in una chiesa piuttosto che un'altra, uscire in alcune ore ecc.), pena l'additamento e l'esclusione dal contesto sociale.
Dell'atteggiamento odierno di certi ambienti ben poco mi può interessare, in quanto sono nata, e tuttora vivo, a Torino.
Ma i miei nonni erano nati a fine '800 nella provincia di Siracusa, in un paese distante dal capoluogo 60 km, e solo 30 anni fa hanno asfaltato la strada che lo unisce alla Statale. Non è difficile immaginare quanto fosse pieno di rovi (ad es. nel solo '800) il sentiero che portava a quel paese ancora oggi sconosciuto alla maggior parte di autisti, sia privati che pubblici.
Dei nonni mi rimangono: le storie e tutto, ma dico proprio tutto il loro insegnamento e la loro educazione, il loro silenzio (io sono nata dopo la seconda guerra mondiale), il loro comportamento, e i loro messaggi scritti con le proprie mani: ricami simbolici lasciatimi dalla nonna, legno scolpito — con altrettanti simboli — dal nonno.
Lo scorso dicembre, il mio preziosissimo libraio (Gadol Hillel, originario di Ragusa) mi regalò un libretto: "Mosè il ricco" di Gino Caruso, ediz. Koinè.
Quel libro sembrava scritto dai miei nonni, quando — io piccolissima — avevo sentito racconti troppo simili che mi facevano rabbrividire.
Ho provato a cercare altri testi, ma è come ci fosse poco o nulla. Ho provato a chiedere ad alcuni siciliani con i quali sono in contatto, ma pare che nessuno sappia di cosa fosse la Sicilia prima del 1492!!
Sono stata anche guardata male nello stesso paese dei miei nonni, perché "certe cose non si devono neanche pensare" e "se per caso avessi avuto simpatia per quella gente là...".
Non scuso troppo quelle persone, perché hanno tutti telefono, TV e possibilmente anche internet... insomma: chi vuole documentarsi, lo può fare e su qualsiasi argomento.
Come si fa a non interessarsi circa le origini del luogo in cui si vive? Fosse anche solo per semplice curiosità, dico.
Perché nel mio apertissimo liceo (tanti anni fa) nessuno ne sapeva niente?
Io non ho la possibilità materiale di dedicarmi alle ricerche, però mi chiedo questo: perché non riesco a trovare qualcuno che le svolga?
Dal momento che le informazioni maggiori mi sono stati dati proprio dal mio Gadol, spero che D-o mi conceda la possibilità di lasciare quello che ho per riportare in luce ciò che è stato, non per i miei nonni, ma per tutti quelli che sono stati volutamente messi nell'oblio (nonché dopo essere stati costretti a rinchiudersi in posti impossibili per salvarsi la vita).
Ti chiedo scusa se non sono riuscita a dirti molto, ma è davvero tutto ciò che so.
Ciao,
Hilde