Zavim sono le persone che hanno uno scolo genitale, le quali rendono impure cose e persone per contatto diretto, indiretto o semplicemente proiettando su esse la loro ombra.
Il trattato si divide in 5 capitoli:
1) Il primo capitolo si occupa della diagnosi differenziale, ovvero spiega come distinguere lo zav (la persona con lo scolo) da chi è affetto da altre condizioni che portano impurità di tipo meno grave (come ad esempio il ba'al keri, cioè il maschietto che ha avuto un'emissione seminale).
2) Il secondo capitolo continua l'argomento del primo, e termina parlando del midras, ovvero della grave forma di impurità che uno zav produce su ciò su cui sta, siede o si corica - e di come queste cose a loro volta rendono impura la persona "sana" che su esse sta, siede, si corica, ecc.
3-4) I capitoli terzo e quarto contrappongono il midras al chesset, una forma meno grave di impurità che lo zav provoca ad una persona o cosa che egli sposta senza toccarla (per esempio sedendo lui e l'altro ai due estremi di un'altalena, o giocando lui e l'altro al tiro alla fune; se invece i due cavalcassero la medesima bestia, l'uno porterebbe all'altro un midras).
5) Il quinto capitolo continua a parlare del chesset, poi parla di altre forme di impurità provocata dallo zav, e termina enunziando una curiosa norma: i libri sacri, se toccano la terumah (cioè la porzione di cibo assegnata ai sacerdoti), la rendono impura.
Si ritiene che la norma sia stata promulgata per evitare che i sacerdoti tenessero nella stessa dispensa i libri ed il cibo, a rischio che il secondo danneggiasse i primi.