La Parashà di Behar comincia con il precetto dell'anno sabatico (Levitico 25,2-7) e termina revocando i precetti inerenti allo Shabbat (26,2). Invero esiste tra questi due precetti — l'Anno Sabatico e lo Shabbat — un comune denominatore: il minuzioso rispetto di ambedue provoca all'uomo una sostanziale perdita economica.
In realtà tale perdita non è altro che apparente, poiché è già stato promesso a chi osserva l'Anno Sabatico e a chi santifica lo Shabbat, di venir benedetto da Colui che è il Padrone di tutto, dal Santo, Benedetto Egli sia. Riguardo a chi osserva l'anno sabatico, nella nostra Parashà è detto: «E ho imposto su di voi la Mia benedizione nel sesto anno» (cioè prima dell'inizio dell'anno sabatico) (25,21).
Riguardo poi all'osservanza dello Shabbat, è già stata promessa la benedizione del Signore fin dai giorni della creazione, com'è scritto: «E D-o benedisse il Settimo Giorno e lo santificò» (Genesi 2,3). A tale riguardo, sul trattato talmudico di Betzà, è scritto: «Il sostentamento dell'uomo gli viene determinato [gli viene fissato dal Cielo per tutto l'anno a venire] tra Rosh Ha-Shanà e Yom Kippur, eccetto le spese per i Sabati [in onore dei Sabati], per i giorni di festa solenne e per il Talmud Torà [per l'insegnamento della Torà] dei figli».
Riguardo alle suddette eccezioni questa è la regola: se uno riduce [cioè economizza nelle spese in loro onore] gli viene a sua volta ridotto; ma se uno maggiora, gli viene incrementato. Sempre sullo stesso trattato è insegnato: «Disse D-o agli ebrei: figli Miei, prendete pure a prestito per santificare lo Shabbat e abbiate fiducia in me, e Io regolerò i vostri debiti». (Parperaot LaTorah)
Rabbì Shimon Ben Elazar dice: «Colui che ha denaro e lo presta senza interessi, sul suo conto è detto: "Chi non presta il suo denaro a interesse... mai vacillerà" (Salmi 15,5)». Da qui si impara che chi presta a interessi, i suoi beni crollano.
A cosa gli interessi sono paragonabili? A chi è stato morso da un serpente: non ci si accorge del morso fin quando non appare il gonfiore. Lo stesso vale per gli interessi: non ci si accorge di essi [del loro costo] fin quando non si gonfiano [finché non aumentano e si ingrossano]». (Parperaot LaTorah)