Nella Parashà di Lech Lechà, Hashem si rivolge ad Avram e gli comanda di essere integro (in ebraico, Tamim); lo stesso termine lo troviamo riferito a Noach, che la Torà definisce come un giusto integro nella sua generazione. I maestri si domandano come mai Avram non fosse ancora perfetto e come mai invece lo fosse Noach che, pur essendo un giusto, è sicuramente inferiore di livello ad Avram.

Una prima possibile risposta la offre Rashi dicendoci che, nell'occasione succitata, Hashem sta comandando ad Avram la Mitzvà della Milà (circoncisione) che, come noto, permette di raggiungere la perfezione fisica; in questo senso Noach è superiore ad Avram poiché (Avot De-Rabbì Natan) era nato già circonciso.

Ma c'è qualcosa di più profondo nella differenza tra Avram e Noach; lo Zohar paragona Noach allo Shabbat e la Ghemarà paragona Avram a Yom Tov (giorno di festa solenne, es. i primi giorni di Pesach). Come sapete, la Kedushà (santità) di Yom Tov è inferiore a quella di Shabbat; quest'ultimo infatti è decretato da Hashem fin dalla creazione e non esiste intervento alcuno dell'uomo che possa modificare lo status del settimo giorno. Inoltre il giorno dello Shabbat comporta divieti maggiori di quelli di Yom Tov.

Per Yom Tov è diverso: il giorno in cui cadeva la festività veniva stabilito sulla base del capomese, che a sua volta veniva decretato dal Bet Din (tribunale) e quindi dall'uomo. Era in sostanza l'intervento dell'uomo che causava la Kedushà del giorno e non direttamente Hashem.

Avram è nato in una terra di idolatri, da una famiglia che vendeva idoli, e ha dovuto costruirsi da solo la sua Kedushà (come Yom Tov) fino ad arrivare a essere il primo dei patriarchi d'Israel. Noach, al contrario, era sì vissuto in una generazione di malvagi, ma non aveva dovuto combattere con se stesso per raggiungere il suo livello di Kedushà; Hashem l'ha fatto nascere così, non lo è diventato con il proprio lavoro.

Proprio come lo Shabbat. Ed è per questo che Rashì dice che Noach era un giusto nella sua generazione; se fosse nato nella generazione di Avram, sarebbe stato una persona qualunque. Avram è superiore perché ha dovuto combattere con tutto e con tutti; questa battaglia gli ha però permesso di arrivare molto in alto, fino al punto di essere disposto a sacrificare la vita del figlio prediletto per ubbidire alla parola di Hashem.

(Liberamente tratto da una Sichà di Shem MiShmuel; un ringraziamento particolare per lo spunto a Ico Menda).

Shabbat Shalom

Davide Cohenca