Uno dei brani di questa Parashà — che, peraltro, è ricchissima di spunti (non ultima la Birkat Kohanim) — riporta la cerimonia della Isha Sotà, cioè la donna che veniva sospettata di adulterio.

In poche parole, se un marito avesse trovato la propria moglie in atteggiamenti sospetti con un altro uomo ed ella, nonostante lui le avesse chiesto espressamente di non vedere più quella persona, continuasse a frequentarlo, egli può portarla davanti al Kohen, andare al Bet HaMikdash (Santuario) e iniziare la cerimonia della Sotà.

Qui la donna veniva semispogliata, le venivano scoperti i capelli (da cui si impara che per la donna sposata mostrare i capelli è una vergogna); poi le veniva fatto bere un intruglio formato da acqua, terra del Bet HaMikdash e polvere proveniente dalla grattatura del nome di Hashem da una pergamena.

Se la donna era poi innocente, l'intruglio si rivelava la più grande delle benedizioni per lei e per i suoi figli, altrimenti ne causava una morte cruenta.

I maestri si chiedono come mai, in caso di innocenza, Hashem prometta alla donna grandi benedizioni; dopotutto ella aveva causato (unico caso possibile) la cancellazione del nome di Hashem (che è addirittura vietato pronunciare invano!), inoltre si era comunque abbandonata ad atteggiamenti non consoni a una donna sposata.

Il Rambam in Hilkhot Sotà afferma che Hashem paga subito i suoi debiti; se la donna era innocente doveva subito, immediatamente, essere ripagata per la vergogna subita in pubblico e meritare le più grandi benedizioni.

Se questo è vero per una donna che è stata comunque lecitamente sospettata di adulterio, tanto di più lo è per una donna che fa le Mitzvot e osserva le leggi della Torà e merita le benedizioni promesse da Hashem per chi osserva le sue leggi.

Inoltre da questo brano impariamo l'enorme importanza di Shalom Bait (serenità in famiglia); affinché marito e moglie si riconcilino Hashem è disposto perfino a far cancellare il proprio nome!

Shabbat Shalom

Davide Cohenca