La Torà comanda: "E voi sterminerete il male dal mezzo del popolo ebraico".
Riferendosi ai giudici, la Torà sta dicendo loro di non aver timore di condannare a morte un colpevole se egli lo merita, poiché con questo gesto essi aiutano a sradicare il male dal popolo ebraico.
Mi sembra che questo verso richieda delle spiegazioni. Il commentatore Alshich spiega che un Rasha (malvagio) non danneggia solamente se stesso attraverso le proprie azioni, ma influenza negativamente, con il suo esempio, tutta la società circostante; la sua messa a morte (ovviamente nei casi previsti dalla Torà) aiuta a prevenire il deterioramento della comunità che rischierebbe di venire trascinata dal cattivo esempio.
Inoltre egli spiega come ogni trasgressione generi automaticamente una forza impura (così come ogni Mitzvà ne genera una assolutamente pura, n.d.r.). L'uccisione del malvagio serve anche a ristabilire il livello di purità e santità necessari.
Oznayim LaTorah afferma infatti che le moderne società occidentali tendono sempre di più alla comprensione e al compatimento dei criminali; esse ne approvano la punizione solo perché questi rappresentano un pericolo fisico per la società, sostenendo che nel cuore di ciascuno vada perdonato anche il più tragico gesto.
La Torà offre una visione esattamente opposta insegnandoci che chi agisce contro la volontà di Hashem è pericoloso per il benessere spirituale della società e dunque non gli si può condonare nulla, nemmeno nel cuore.
Il problema del perdono, della compassione o del compatimento è una questione che attiene esclusivamente al rapporto di questa persona con Hashem.
Stiamo naturalmente parlando di chi commette trasgressioni per cui la Torà prevede la pena di morte. Ricordiamo però ciò che dicono i maestri: "un tribunale che metteva a morte una persona ogni 70 anni era un tribunale di assassini". Nello specifico, infatti, la Torà in Shofetim parla di chi viene scoperto a servire degli idoli.
Per tutte le altre trasgressioni, infatti, il concetto di Teshuvà (pentimento) è relativo anche al rapporto uomo-uomo; la persona che ha sbagliato ha forse solo bisogno di studiare, di capire e di sapere il perché delle cose. Lo studio ovviamente aiuta l'allontanamento dalla trasgressione perché, se fatto come si deve, porta automaticamente all'aumento della pratica e della conoscenza della Torà.
Shabbat Shalom
Davide Cohenca