Questo articolo esamina un argomento di attualità alla luce delle fonti ebraiche, valutando il contributo della Meghillat Ester alla posizione delle donne nella società.

Introduzione

I drammatici avvenimenti della Meghillah e la loro conservazione nella coscienza nazionale sono collegati al carattere di una donna che guadagnò il grande rispetto del suo popolo: Ester, figlia di Avichail.

La Meghillat Ester guarda alle donne da due punti di vista: quello della corte dell'impero persiano e quello del popolo d'Israele. Esiste un contrasto netto tra la posizione della donna in Persia (oggetto di divertimento e soggetta a una società maschilista) e il rispetto tributato a Ester, che opera con indipendenza per la salvezza del suo popolo. Il fatto stesso che il libro porti il suo nome è estremamente significativo.

--- ### La ribellione di Vashti

Il re Assuero tiene banchetti sontuosi per 180 giorni. Anche la regina Vashti tiene un banchetto per sole donne, mostrando fin dall'inizio un'indipendenza sorprendente: "Anche la regina Vashti allestì un banchetto di donne..." (1:9).

Quando il re, ubriaco, ordina di esibirla davanti ai suoi ospiti per mostrarne la bellezza, Vashti rifiuta. Non a caso è spesso considerata la "prima femminista": nonostante il pericolo, si oppone alla mercificazione della sua immagine. Il testo sottolinea questo cambiamento chiamandola "la regina Vashti" (titolo che indica identità propria) invece di "Vashti la regina".

La reazione dei consiglieri del re rivela il timore maschile di perdere il controllo: "Il comportamento della regina sarà diffuso fra tutte le donne... umilieranno i propri mariti" (1:16-18). La destituzione di Vashti diventa dunque un atto politico per ripristinare la superiorità maschile nell'impero.

--- ### La figura di Ester

La selezione della nuova regina avviene tramite quello che oggi definiremmo un concorso di bellezza forzato. Le giovani vengono trattate come "merci": il linguaggio usato per descrivere la loro preparazione (sei mesi con olio di mirra, sei mesi con aromi) ricorda quello usato per l'imbalsamatura dei cadaveri in Genesi, suggerendo che per la corte persiana contasse solo il corpo, non l'anima.

Ester viene "presa" e portata al palazzo contro la sua volontà. A differenza delle altre candidate, lei non chiede nulla per migliorare il proprio aspetto (2:15), dimostrando nobiltà e distacco dal lusso superficiale. Anche dopo l'incoronazione, il suo rapporto con il re rimane funzionale: Ester attende di essere chiamata e lamenta di non vedere il re da trenta giorni (4:11).

--- ### Il complotto e il ruolo di leader

L'indipendenza di Ester emerge durante la crisi del decreto di Haman. Inizialmente esitante per la sua posizione precaria, Ester viene spronata da Mordekhai: "Chi sa se non sei pervenuta al regno proprio per un momento come questo!" (4:14).

Da quel momento, Ester prende l'iniziativa. È lei a ordinare il digiuno collettivo: "Va', riunisci tutti gli ebrei... e digiunate per me". Mordekhai, il leader maschile, accetta la sua guida e "eseguì tutto quello che Ester gli aveva ordinato" (4:17).

Con intelligenza politica, Ester non attacca frontalmente il re, ma tesse una tela diplomatica invitando Haman ai suoi banchetti, creando sospetto e tensione. Quando infine rivela l'intrigo, non lo fa come "moglie", ma come leader che difende il proprio popolo. Il re le concede infine il sigillo reale: "Scrivete voi, in favore degli ebrei come vi pare, in nome del re" (8:8).

--- ### Conclusione

Ester adempì con intelligenza e perseveranza al ruolo di leader in un momento di crisi. La sua crescita interiore è evidente: dalla ragazza silenziosa dell'inizio alla regina vigorosa che stabilisce, insieme a Mordekhai, le leggi per le generazioni future (9:32). La Meghillah ci insegna che, nelle questioni cruciali della vita e della fede, lo status e il valore della donna sono pienamente uguali a quelli dell'uomo.

Fonte: Cohen Gavriel Haim, Feminist aspects of Megillat Esther, Israel Ministry for Education.