Per comprendere il significato di Chanukkà dobbiamo guardare a Purim: se Purim ci ha insegnato a restare in relazione con Dio (HaShem) quando la Sua realtà non è più manifestamente visibile, Chanukkà rappresenta la sfida intellettuale e spirituale della sopravvivenza attraverso la Torah Orale.
Dall'esilio di Purim alla sfida culturale di Chanukkà
Il passaggio dal primo al secondo Tempio (Beit Ha-Mikdash) segnò la transizione da un'esperienza tangibile della presenza divina a una consapevolezza indiretta. Se a Purim il popolo d'Israele reagì alla minaccia di sterminio fisico comprendendo che l'intimità con Dio era possibile anche nell'invisibilità dell'esilio (Galut), a Chanukkà sorse una minaccia del tutto diversa: l'apostasia mascherata della cultura greca.
La Grecia di Alessandro Magno non chiedeva agli ebrei di rinunciare alla propria religione, ma di assimilarla al modello ellenistico. Perché allora proibire lo Shabbat e la Milà (circoncisione)? Perché la cultura greca non tollerava l'unica visione del mondo che negava il primato dell'uomo.
Atene contro Gerusalemme: Il conflitto dei valori
Il conflitto tra Atene e Gerusalemme è l'opposizione tra due primati inconciliabili:
- Atene (L'Uomo): Rappresenta la filosofia, l'estetica e il ginnasio. Celebra l'uomo che determina da solo il proprio destino e crea i propri dèi a sua immagine e somiglianza.
- Gerusalemme (Dio): Afferma che l'uomo trova giustificazione e senso solo in ciò che lo trascende. L'essere umano è fatto a immagine di Dio, non il contrario.
I greci potevano accettare i rituali ebraici, ma non i valori ebraici. La loro strategia era sottile: permettere la lettura della Torah scritta (Chumash), poiché su di essa chiunque può sovrapporre le proprie interpretazioni soggettive, ma eliminare la Torah Orale (Torah she-be-al-pe), l'unica che fornisce un insegnamento chiaro, oggettivo e inconfondibile di vita.
La vittoria attraverso la Legge Orale
La resistenza dei Maccabei fu una vittoria della Torah Orale in senso pratico e legale. Durante le persecuzioni, molti ebrei si lasciavano uccidere di Shabbat per non violare la legge del Kiddush HaShem (santificazione del Nome). Mattitiahu intervenne applicando correttamente i parametri della Halakhah:
"Se siamo in grado di resistere e combattere, l'obbligo di salvare la vita (Pikuach Nefesh) prevale sul riposo sabbatico."
Questa capacità di usare l'intelligenza normativa per adattare la resistenza alla realtà storica è l'essenza stessa della Torah Orale. I greci volevano ebrei "orientati verso l'uomo"; gli ebrei risposero riaffermando che la massima realizzazione dell'intelligenza umana si raggiunge solo nella subordinazione alla verità divina.
Il Miracolo della Luce: Perché Chanukkà non è scritta?
Esiste una differenza fondamentale tra Purim e Chanukkà:
- Purim: È l'ultimo dei miracoli che "possono essere scritti". Appartiene al canone biblico (Tanakh) perché è un miracolo che viene dall'alto, perfetto, dove nessun ebreo fu ucciso.
- Chanukkà: È il miracolo della Torah Orale. Non esiste una Meghillah di Chanukkà nel canone perché la sua essenza risiede nello sforzo umano, nella battaglia sofferta e nella conquista intellettuale.
La Menorah, accesa dal Sacerdote (deputato alla trasmissione della legge), simboleggia proprio la luce della Torah Orale che illumina il mondo. Mentre le nazioni del mondo possono leggere e proclamare la nostra Torah Scritta, la Torah Orale appartiene unicamente al popolo d'Israele: è il patto esclusivo che ci separa e ci rende unici, permettendoci di resistere alle ideologie totalizzanti di ogni epoca, comprese quelle della scienza e della tecnologia quando pretendono di farsi idolatria.
(Sintesi di una lezione di Rav Yaakov Weinberg, trascritta da Amos Vitale)