La festa di Chanukkà torna ogni anno per ricordarci la vittoria dei Maccabei sugli ellenisti e sugli ebrei collaborazionisti pronti ad accettare la cultura greca, una vittoria che ebbe una grande importanza sia per la storia del popolo ebraico, che per quella del mondo occidentale: nella sua Storia della filosofia occidentale, Bertrand Russell scrive che se non ci fosse stata la resistenza dei maccabei, non ci sarebbe stato né il cristianesimo né l'islamismo. Comunque si voglia valutare questo giudizio, non può sfuggire che l'opera compiuta dai maccabei è di assoluto rilievo storico: infatti, sotto la loro guida gli ebrei furono l'unico popolo che resistette al processo di ellenizzazione, che aveva rapidamente trasformato popoli assai più potenti e scientificamente più progrediti dei greci.
A simbolo di questa vittoria, i maestri assunsero l'accensione dei lumi ponendo così l'accento non tanto sulla vittoria dei Maccabei, quanto piuttosto sull'atto con cui essi riconsacrarono il tempio dopo che era stato profanato con l'introduzione dell'idolatria al suo interno: l'accensione della lampada che ardeva perennemente nel santuario di Gerusalemme pose fine alla profanazione: — Quando i greci entrarono nel tempio, resero impuro tutto l'olio, e gli asmonei (cioè i maccabei), dopo aver sconfitto il nemico greco, cercarono e non trovarono che una sola ampolla d'olio, che era rimasta pura, perché ancora chiusa con il sigillo del sommo sacerdote. Questa ampolla sarebbe bastata per illuminare il tempio un solo giorno. Accadde un miracolo con quella ampolla, e così essi poterono accendere il lume per otto giorni. — (Talmud, Shabbath pag. 21).
Per capire questa storia è necessario comprendere il significato della parola Chanukkà. Chanukkà deriva da una radice ebraica che ha vari significati: il più immediato — inaugurazione — si ricollega alla riconsacrazione del tempio fatta dai maccabei, restituendolo alla sua primitiva funzione. Un altro significato della radice è educare: Chinnukh, significa educazione e iniziazione, cioè mettere le basi per la formazione di una persona. La rivolta ebraica scoppiò quando il nemico tentò di colpire proprio le radici dell'educazione culturale e religiosa del popolo e più precisamente, quando i seleucidi imposero agli ebrei di adorare gli idoli nel tempio di Gerusalemme.
Di fronte al pericolo della perdita della propria identità, gli ebrei si opposero e organizzarono una resistenza che fondava le proprie basi sull'affermazione dell'educazione ebraica. Gli ebrei decisero di lottare contro ogni forma di livellamento culturale, riaffermando il proprio diritto alla diversità, un'affermazione che ha valore non solo in sé, ma che può servire da esempio anche per altre culture minoritarie. In questo contesto, l'ampolla d'olio forse rappresenta la famiglia dei maccabei, che era stata l'unica a mantenersi pura dalle influenze idolatriche che avevano ormai pervaso l'intera società ebraica di quei tempi, chi perché convinto che ci si dovesse adeguare alla cultura dominante chi per indifferenza.
Quell'olio che sembrava bastare per una sola generazione, bastò invece per alimentare lo spirito ebraico per almeno otto generazioni ancora, un numero che ha un chiaro significato simbolico: il sette simboleggia la presenza del sacro all'interno della natura, mentre il numero otto rappresenta il suo completamento e superamento al di là del mondo naturale. I maccabei fecero una scelta che sembrava al massimo sufficiente per loro, ma non fu così: altri si associarono alle loro scelte e quella che era una fiamma solitaria riuscì, giorno dopo giorno, ad accendere altri animi e a rigenerarsi. Ogni anno, nel momento in cui un ebreo accende il proprio lume, il miracolo si compie ancora: è il miracolo della sopravvivenza di una piccola minoranza in un mondo insensibile in cui, come dimostrano le polemiche sui diritti degli extracomunitari e dei nomadi che si rinnovano giornalmente, il diverso e lo straniero vengono discriminati, perché l'idea che si può essere diversi e uguali nello stesso tempo non è stata ancora del tutto accettata.
Il lume di Chanukkà va acceso vicino alla finestra, in modo che sia ben visibile dall'esterno. Questo gesto non significa solo che si vuole rendere di dominio pubblico il miracolo e quindi far partecipare anche gli altri alla gioia della sopravvivenza del popolo ebraico e della sua cultura, ma vuole essere un invito per tutti a non lasciarsi intimidire da ogni sorta di prevaricazioni e sopraffazioni. Ma, anche quando si è costretti a muoversi tra le macerie, in questa lotta per l'affermazione dei propri diritti non si deve mai perdere di vista anche i diritti degli altri: solo così riusciremo a mantenere integra e pura la piccola ampolla che ci è stata consegnata. Per trasmetterla, ancora più luminosa, alle generazioni future.