Todos: una voce discorde. La storia di un'antica disputa tra i saggi di Gerusalemme e la comunità ebraica di Roma riguardo alle usanze culinarie del Seder di Pesach.

La Torah ci narra che, prima di ottenere la liberazione dalla schiavitù egiziana, i nostri padri ricevettero l'ordine di preparare un agnello, di scannarlo nel pomeriggio del 14 di Nissan — immediatamente prima della notte che avrebbe segnato l'inizio della loro libertà — e di segnare, con il sangue dell'animale, gli stipiti e l'architrave delle loro case.

Questo sangue servì per evitare che i primogeniti ebrei venissero colpiti dalla morte, sorte riservata ai primogeniti egiziani. A ricordo di questo fatto, la Torah prescrive che ogni anno, la vigilia di Pesach, venga sacrificato l'agnello (Korban Pesach) da mangiarsi arrostito durante la celebrazione pasquale. L'agnello doveva essere arrostito intero, con la testa e le zampe, senza spezzarne alcun osso (Esodo 12:9).

Quando esisteva il Tempio di Gerusalemme, ogni famiglia mangiava l'agnello arrostito con azzimi ed erbe amare. Distrutto il Tempio, la cerimonia del Seder è diventata puramente commemorativa. Nel vassoio del Seder, in ricordo del sacrificio, si pone oggi una zampa d'agnello arrostita (Zeroah), usando solo l'osso con un po' di carne, per evitare che si pensi a un vero sacrificio. Il rigore è tale che molti usano astenersi dal mangiare ogni specie di carne arrostita durante il Seder.

### La polemica di Todos di Roma

Di fronte a questa severità rabbinica, in antico si levò una voce discorde. Il Talmud (Berakhot 19a) riporta che Todos, cittadino di Roma, introdusse presso gli ebrei romani l'uso di mangiare capretti arrostiti interi (Ghedi mequllas) nelle sere di Pesach. Shim'on ben Shetach gli mandò a dire:

"Se tu non fossi Todos, io avrei pronunciato contro di te la scomunica (Cherem), perché tu fai mangiare a Israele 'cose sacre' fuori dal Santuario...".

Secondo il Talmud (Pesachim 53b), Todos era una illustre personalità, un grande maestro di Torah e un uomo generoso che finanziava i saggi. Poiché Shim'on ben Shetach visse circa 150 anni prima della distruzione del secondo Tempio, si deduce che la polemica ebbe luogo mentre il Santuario era ancora in piedi. Todos voleva evitare che gli ebrei di Roma, distanti da Gerusalemme, dimenticassero le norme del sacrificio; Shim'on ben Shetach, invece, voleva impedire che gli ebrei della Galut (esilio) dessero l'impressione di offrire sacrifici fuori dalla sede stabilita.

---

Ancora oggi vi è l'usanza fra gli ebrei di Roma di mangiare, nelle sere di Pesach, l'"abbacchio" arrostito, proprio a ricordo di quello che veniva sacrificato a Gerusalemme. Il racconto di Todos è un esempio di come un'opinione minoritaria possa resistere e caratterizzare una realtà ontologicamente plurale come quella dell'ebraismo.

Crescenzo Piattelli