Hilchot Temidin Umussafin (7, 22-25)

Halakhah 7,22: È un precetto positivo1 contare sette settimane complete dal giorno in cui si offre l'Omer, come è detto: "Voi conterete per voi stessi, dal giorno successivo allo Shabbat, sette settimane" (Lev. 23:15). È una Mitzvah contare i giorni insieme con le settimane, come è detto: "Voi conterete cinquanta giorni" (ib.); e noi contiamo dall'inizio del giorno, cioè contiamo la sera, dalla sera del 16 di Nisan.

Halakhah 7,23: Se dimentichiamo di contare la sera, contiamo durante il giorno. Si conta in piedi2. Tuttavia, se qualcuno conta seduto, l'adempimento è valido.

Halakhah 7,24: Questa Mitzvah riguarda ogni ebreo, in ogni posto e in ogni epoca. Donne e schiavi sono esentati3.

Halakhah 7,25: Ciascuno deve recitare la benedizione ogni sera:

Baruch attà Hashem Elokenu Melekh Ha'olam, asher kideshanu be-mitzvotav ve-tzivanu 'al sefirat ha-omer.

Se ha contato senza dire la Berakhah, ha comunque eseguito il precetto e non ritorna indietro a recitare la benedizione.


Note:

  1. Sefer Hamitzvot: Aseh 161. Il precetto 161 è il comando che abbiamo ricevuto di contare l'Omer. Non ti tragga in errore il detto dei maestri: "è precetto contare i giorni ed è precetto contare le settimane", quasi che tu li consideri due precetti distinti; è infatti dovere eseguire ogni parte di un precetto che si divide in più componenti. La prova che il Rambam dà dell'unicità della Mitzvah è che si recita un'unica benedizione sull'Omer. Ad esempio, sui Tefillin c'è una benedizione quando si mette quello sul braccio ed una quando si mette quello sul capo perché sono considerati atti distinti. Torna.
  2. Perché si conta in piedi? Si potrebbe dire perché il precetto è zecher le-miqdash hu (ricordo del Santuario), quindi l'uso è conforme a quello che c'era nel Beit HaMikdash. È simile all'uso di prostrarsi a Kippur, vivo in molte comunità, in ricordo della prostrazione che i nostri padri facevano quando il Sommo Sacerdote (Kohen Gadol) pronunciava il Nome di D-o. Torna.
  3. Esenzione: È una Mitzvah legata al tempo (Mitzvat Aseh she-hazman grama), quindi obbligatoria per gli uomini. Riguardo al momento esatto, il Meqor Chayim (90,3) chiarisce: "è meglio contare l'Omer dopo lo spuntare delle stelle; se uno ha detto la benedizione durante il crepuscolo, deve tornare a contare l'Omer di notte senza ripetere la benedizione". Riguardo alle donne, il Meqor Chayim (90,5) dice: "le donne sono esenti dal dovere di contare l'Omer, ma quelle abituate a recitare la benedizione sul Lulav e simili, possono recitare la benedizione anche sulla conta dell'Omer". Torna.