Rosh Ha-Shanah 10b: una Baraita insegna che Rabbi Eliezer ha detto: "Come sappiamo che il mondo è stato creato in Tishri?". Grazie al passaggio: «Poi Dio disse: la terra produca verzura, erba che porta seme, alberi da frutto...» (Gen 1:11). In quale mese, infatti, la terra produce alberi da frutto che danno frutti maturi? È nel mese di Tishri, l'autunno.

Rabbi Joshua ha detto: "Come sappiamo che il mondo è stato creato in Nissan?". Grazie al passaggio: «E la terra produsse verzura, erba che porta seme... alberi portanti frutto ecc...» (Gen 1:12). In quale mese la terra produce l'erba novella? È nel mese di Nissan, la primavera, quando gli animali si accoppiano e i pascoli si coprono di pecore (Salmi 65:14).

I maestri posteriori discutono sulla sottile differenza terminologica tra "alberi da frutto" e "alberi portanti frutto". Rav Joshua Ben Levi spiega che tutte le creature furono portate all'esistenza nella loro forma piena, con il loro consenso e desiderio (Zevionam). Nel Midrash (Bereshit Rabbah), si nota come la terra inizialmente "disubbidì": Dio ordinò alberi che fossero essi stessi frutto (legno commestibile come il frutto), ma la terra produsse solo alberi che "portano" frutti.

Questa differenza concettuale tra "aspettativa messianica" (l'albero che porta frutto) e "pienezza dell'essere" (l'albero-frutto) è stata ripresa da pensatori moderni come Rav Kook.

### Il Minhag Romano: Il grano di Tishri

L'esperto L. pone una domanda provocatoria: "Perché noi ebrei romani mettiamo il grano a crescere a Tishri, se il mese della spiga (Aviv) è Nissan?". Nel Talmud (Berakhot) esiste una tradizione secondo cui l'Albero della Conoscenza del Bene e del Male fosse proprio il grano, che i maestri antichi classificavano talvolta tra gli alberi.

Le nonne romane usano mettere, poco prima di Rosh Ha-Shanah, del grano in vaschette di cotto con terra e acqua. A seconda della tradizione familiare, l'acqua viene versata dal basso (come il vapore che risaliva dalla terra in Gen 2:6) o aspersa dall'alto (come il rito del Cohen sull'altare). Ne cresce un piccolo ceppo di spighe bianche, tenute all'oscuro: è il Siman Tov, il segno augurale di fertilità per l'anno a venire.

In Tishri, dunque, l'albero è il germoglio stesso: un "bagno di speranza". Alcuni notano che le parole Miqweh (bagno rituale) e Tiqwah (speranza) condividono la stessa radice ebraica. A Nissan, invece, quel grano diventa maturo e si trasforma nel pane azzimo (Mazzah) di Pesach. Il pane vecchio del Tashlikh viene buttato nell'acqua, il grano nuovo viene fatto crescere, e l'ultima Mazzah (l'Afikomen) viene custodita sotto la tovaglia.

Attraverso questi gesti, l'ebreo non è un semplice spettatore, ma partecipa attivamente alla ricreazione del mondo con tutto il suo desiderio. Questa partecipazione consapevole è il vero Siman Tov.

Beezrat Ha-Shem (Con l'aiuto di Dio)