L'inizio della Porta Mediana.
Mishnà: due afferrano un Tallet: questo dice: l'ho trovato io, quello dice l'ho trovato io.
Questo dice è tutto mio, quello dice è tutto mio: l'uno giurerà che non ha diritto a meno di metà, l'altro giurerà che non ha diritto a meno di metà, e si divideranno (il Tallet).
Questo dice tutto è mio, quello dice metà è mia. Colui che dice "tutto è mio" giurerà di non aver diritto a meno di tre quarti. Quello che dice "metà è mia", giurerà di non averne diritto a meno di un quarto. Questo prenderà tre quarti e quello un quarto.
Due vengono cavalcando un animale, oppure uno viene cavalcando l'animale e l'altro conducendolo: questo dice è tutto mio, quello dice è tutto mio, lo divideranno.
Nel tempo che essi convengano (Modim) o hanno testimonianze, essi divideranno senza giurare.
Ghemarà: perché insiste la Mishnà a dire "questo dice l'ho trovato io" (Metziatì, lett.: l'ho preso) e "quello dice l'ho trovato io". "Questo dice tutto è mio, quello dice tutto è mio". La Mishnà sta stabilendo un unico caso.
Pilpul
L. Entrò, aprì la borsa: c'era un nuovo volume del Talmud Bavà Metzià. La copertina di pelle a sbalzo d'oro. L. Accarezzò la prima pagina del testo aramaico, si portò le dita sul labbro inferiore, mormorò qualcosa sottovoce, poi disse all'uditorio. Un libro è un evento: mettilo sul lato dell'arca dice Moshè a Giosuè. Ma la legge orale è un po' il nostro inconscio collettivo. La ripresa degli studi talmudici, le nuove edizioni ricche di chiddushim (nuovi commentari) rappresentano la rimessa in moto del telì, il dragone che muove la sfera del cielo stellato.
Ma scendiamo nel merito: Bavà Metzià, la porta mediana fa parte dell'ordine dei danni che tratta delle leggi civili e penali e dei commerci ovvero come dice Rambam, del rapporto dell'uomo con il suo prossimo. Come si acquista la proprietà? Con la forza, dice subito la nostra Mishnà: uno tira di qua uno di là si litiga, ma da questa tensione nasce la necessità della spada che divida equamente. Ama per il prossimo tuo come per te stesso dice la Torah. E in questa tensione fra l'io e l'altro, nasce il mio e il tuo, il termine della giustizia. Due afferrano un Tallet trovato per caso: cos'altro meno di questo e cos'altro di più sacro? L'afferrano per le frange (Bavà Metzià 7a), dunque per il nome di D-o. E in effetti in nome di chi si litiga sempre? Devono giurare, dunque chiamarlo di nuovo a testimone; una spada, un giudizio divide.
C. Dalla Sefirà Ghevurà (forza) nasce il Din (giudizio).
D. Essi giurano: come Giacobbe e Labano, che giurano di fronte al mucchio di pietre:
Elo-him di Abramo, Elo-him di Nachor, Elo-him del loro padre siano giudici fra noi. Yaaqov giurò per il terrore di suo padre Isacco (Gen. 31, 53)
Dice Rashì: Elo-him di Abramo: qui il termine Elo-him è riferito a D-o.
Elo-him di Nachor – qui il termine non si riferisce a D-o.
Elo-him del loro padre – qui il termine non si riferisce a D-o. (Rashì ad loc.)
In realtà si tratta della stessa parola. Per l'uno è sacra, per l'altro è profana, ma si tratta dei due angoli opposti dello stesso mantello. Da una parte l'ebreo, dall'altro le nazioni: in quel giorno dieci uomini appartenenti a tutte le nazioni dei goyim si afferreranno alle frange di ogni ebreo dicendo: vogliamo venire con voi, perché con voi è Elo-him.
M. Dunque quell'intervento sarà diviso è la spada del Mashiach. Del resto la Mishnà Sanhedrin dice tutto Israel avrà una parte (Cheleq) nel mondo futuro quindi sarà diviso (Veyachalqu).
N. Non penso: mi sembra che la Mishnà faccia riferimento al giudizio con cui Salomone decide di tagliare in due il bambino conteso: il re disse: questa dice questo, il vivo è mio figlio, quella dice non è vero, tuo figlio è il morto e il mio è il vivente.
Poi soggiunse ebbene portatemi una spada e quando la spada fu recata al re, questi disse tagliate in due il figlio vivo e datene una metà all'una, una metà all'altra. Allora la donna, il cui figlio era vivo, commossa da amore per lui disse al re: di grazia, mio signore, date a lei il figlio vivo e non fatelo morire; l'altra invece diceva non venga dato né a me né a lei: sia diviso; allora il re disse date alla prima il bimbo vivo e non fatelo morire: essa è sua madre. Tutti i figli d'Israele, quando ebbero inteso il giudizio che aveva pronunciato il re, sentirono per lui un gran rispetto, avendo visto che egli possedeva la sapienza divina (Chokhmà) per fare il diritto (la'asot mishpat).
Ora Mishpat allude alla sapienza orale, cioè alla tradizione, dato che Shofet significa appunto giudice e Safà significa parola, labbro.
C. Qui siamo di fronte ad un altro giudizio. Nel caso della pezza, essi dividono (Veyachalqu); nel caso del bambino essi salvano la vita. Il Mishpat qui è Chokhmà, cioè viene dal gran rispetto, dalla Sefirà Ghedullà (grandezza). Convenire è come pregare: infatti qui è scritto Modim (essi convengono) e nella Tefillà è scritto Modim Anachnu.
(Ti ringraziamo)
L. "Essi convengono" è anche l'istituzione del tribunale, in base alle testimonianze e non più alla forza. Vorrei comunque che osservaste bene la Ghemarà: essa dice chiaramente che io l'ho preso e è tutto mio è la medesima cosa. Cosa vi fa pensare?
Q. Era perplesso, non voleva parlare di fronte ad una platea così religiosa: Eretz Israel è contesa fra più popoli e lo è sempre stata. Sarà divisa?
L. È giusto che un Limmud si concluda pensando a Gerusalemme: ebbene la Mishnà dice:
Uno viene cavalcando l'animale e l'altro conducendolo – a chi si riferisce?
M. A Mordekhai ed ad Haman (sia maledetto).
L. Questo dice tutto è mio, l'altro dice la metà è mia – a chi si riferisce? A due diritti contrapposti: ambedue vantano un diritto sulla cosa, sul Tallet, per l'uno conta solo il libro scritto, per l'altro il libro e la tradizione orale.
M. È Israele, con le due Torot!
L. L'uno ha tutto quindi vuole mezzo vestito. L'altro è nudo. E per lui non ha senso mezzo Tallet.
N. È Israele. Roma e Gerusalemme. Essi hanno Roma, ma anche altro; gli altri hanno Atene, ma anche altro. Gerusalemme è un mezzo vestito, un ornamento.
Noi abbiamo solo Gerusalemme. Altri hanno cento montagne, noi solo il monte Sion. Chi rivendica il proprio diritto a vestirsi avrà un mezzo vestito. Ma lo avrà.
C. Taceva: sarà diviso allora il monte Sion?
L. Non dice così anche la profezia di Zekharià? Risero come è scritto e Sara rise.
L. Questa è la forza dell'idea di Herzl.