Come si benedice?

La Mishnah apre il sesto capitolo di Berachot ponendo le basi della gratitudine alimentare. Si distingue tra i frutti dell'albero, della terra e i prodotti specifici come vino e pane, stabilendo una gerarchia di benedizioni che riconosce l'origine e l'importanza di ogni nutrimento.

Mishnah: Come si recita la benedizione sulla frutta? Sulla frutta dell'albero si dice: "Benedetto colui che crea i frutti dell'albero" (Borei Peri HaEtz), eccetto che per il vino, per il quale si dice: "Che crea il frutto della vite" (Borei Peri HaGafen). Sui frutti della terra si dice: "Che crea i frutti della terra" (Borei Peri HaAdamah), eccetto che per il pane, per il quale si dice: "Che fa uscire il pane dalla terra" (HaMotzi Lechem Min HaAretz). Sulle verdure si dice: "Che crea i tipi di terra"; Rabbi Yehudah dice: "Che crea i tipi d'erba".

Ghemarah: Da dove deduciamo l'obbligo di recitare la Berakhah? I nostri Maestri studiano il verso: "Santo e con lodi (Illulim) al Signore" (Levitico 19,24). Il plurale "lodi" suggerisce due benedizioni: una prima e una dopo il pasto. Tuttavia, la Ghemarah analizza se questo verso non serva piuttosto a insegnare le regole del Neta Revai (il frutto del quarto anno):

  1. Riscatto: La parola Illul (lode) suona come Chillul (riscatto), indicando l'obbligo di riscattare i frutti.
  2. Canto: Si deduce che ciò che richiede un canto di lode (il vino nel Tempio) richiede anche il riscatto.

Il vino e il canto: Rabbi Shmuel bar Nachmani insegna che il canto levitico si esegue solo sul vino, citando il libro dei Giudici: "Disse la vite: potrei smettere di produrre il mio mosto che fa gioire Dio e gli uomini?". Se il vino allieta Dio (attraverso le libagioni sull'altare), allora è il veicolo principale della lode.

La logica della deduzione (Qal VaChomer): Se non volessimo usare i versetti, potremmo arrivare all'obbligo della benedizione per logica: se quando si è sazi la Torah ordina di benedire (Deut. 8,10), non è a maggior ragione (Qal VaChomer) necessario farlo quando si è affamati e si sta per iniziare a mangiare?

Universalità della benedizione: La discussione si sposta poi su cibi che non crescono dalla terra (carne, uova, pesci). Da dove impariamo l'obbligo per questi? Qui interviene un principio logico e morale assoluto: "È vietato all'uomo godere di questo mondo senza recitare una benedizione". Consumare il creato senza riconoscere la Fonte è considerato dai Maestri pari a un furto nei confronti del Cielo (Me'ilah).

In sintesi, la Berakhah trasforma l'atto fisico del mangiare in un atto spirituale, riscattando il cibo dalla sua natura profana per elevarlo a santità.