L'anima e la comunità.

Abba Biniamin insegna: se due persone entrano a pregare e una esce senza attendere che l'altra finisca, la sua preghiera viene annullata. Attraverso il Libro di Giobbe e il Cantico dei Cantici, il Talmud esplora il legame indissolubile tra il servizio divino e il rispetto per il prossimo: non c'è vera ascesa spirituale senza solidarietà umana.

L. aprì la sessione con una riflessione sulla settimana trascorsa, citando la Mishnah: "Lo studio della Torah (Talmud Torah) non ha fine" (Peah 1,1). È proprio questo senso di infinito a donare pace.

Poi pose il problema del Daf: se due entrano in sinagoga e uno esce prima, la luce diminuisce. Il Talmud applica una regola dei sacrifici: "Ciò che appartiene all'altare, se è salito non deve più discendere" (Zebachim 9,1). Ma perché allora si dice che la preghiera viene annullata?

La scala dei valori: Se per gli animali del sacrificio la discesa è definitiva, per gli esseri umani e gli angeli vige una regola diversa. "E angeli salivano e scendevano" (Gen. 28,12) sulla scala di Giacobbe. Il Midrash identifica quegli angeli con Mosè e Aronne. Dunque, per Qal VaChomer (a maggior ragione), se l'uomo cade può risalire, e se Israele scende in Egitto può tornare a salire. L'anima non viene annullata, ma la preghiera (Tefillah) perde la sua efficacia giudiziaria.

Il nesso col Cantico: Il Talmud evoca il Cantico dei Cantici (5,6): "Ho aperto al mio amato, ma il mio amato se n'era andato... la mia anima uscì mentre parlava". "Ho aperto" allude all'inizio della preghiera: "Signore, apri le mie labbra". L'Amato è Dio, ma è anche il prossimo, che è immagine di Dio. Abbandonare il compagno durante la parola della preghiera significa far "uscire l'anima" dal suo contesto vitale.

E. intervenne con pragmatismo: "Non c'è bisogno di tanta mistica. Se uno si alza da tavola senza salutare, con me ha chiuso!". La sua parola, da vera Yiddishe Mame, pesava come il giudizio di un Bet Din (tribunale).

L. concluse: "Il Talmud avverte che l'abbandono del compagno causa l'allontanarsi della Shekhinah (la Presenza Divina). Shemuel insegna: 'L'uomo non escluda se stesso dalla comunità' (Berachot 49b). Si dice 'uomo', non solo 'ebreo'. La comunità è ogni collettività umana: la scuola, lo stato, la famiglia. L'insegnamento è chiaro: Im en derekh eretz, en Torah (Se non c'è dignità e comportamento civile, non c'è Torah)".