I diritti dell'uovo.

Il trattato Bezah si apre con una celebre disputa tra le scuole di Shammai e Hillel. Al centro del dibattito, la liceità di un uovo deposto durante un giorno festivo (Yom Tov). Attraverso l'analisi delle misure del lievito e del rituale della copertura del sangue, i Maestri esplorano il confine tra ciò che è "preparato" e ciò che è "nuovo".

Mishnah: Un uovo deposto in un giorno festivo: secondo la Scuola di Shammai può essere mangiato; secondo la Scuola di Hillel non può essere mangiato.

La Scuola di Shammai insegna: il lievito (Seor) deve avere la misura di un'oliva, la sostanza lievitata (Chametz) la misura di un dattero. La Scuola di Hillel insegna: per entrambi basta la misura di un'oliva.

La Scuola di Shammai insegna: se qualcuno scanna in un giorno festivo un animale selvatico o un uccello, può scavare con la vanga e coprire il sangue (Kissuy HaDam). La Scuola di Hillel insegna invece che non deve scannare se la terra non era stata preparata quando era ancora giorno feriale. Tuttavia, se ha già scannato, può scavare e coprire, considerando la cenere del focolare come "cosa preparata" allo scopo.

Ghemarah: Di cosa stiamo parlando? Se parliamo di una gallina scelta come cibo, che ragione ha la Scuola di Hillel di vietare l'uovo, dato che la gallina stessa era "preparata"? Se invece è una gallina scelta per fare uova, che ragione ha la Scuola di Shammai di permetterlo, dato che l'animale è Mukzeh (escluso dall'uso)?

Studio e Riflessioni:

L.: "Perché ciò che nasce di giorno festivo (Nolad) ha una natura diversa? Dipende dalla scelta umana o da una destinazione che è al di sopra di noi?"

A.: "Qui si oppongono le visioni delle due scuole. L'intenzione cosciente dà significato al mondo. Il riposo festivo investe anche gli animali e le cose. L'uovo deposto di festa è problematico perché 'nasce' in un giorno in cui il lavoro creativo deve essere sospeso. Non è quindi godibile, proprio come le primizie di un albero fino al quarto anno".

B.: "Cosa c'entra allora la misura del lievito di Pesach?"

A.: "Segue la stessa logica di causa ed effetto. Beit Shammai distingue tra il lievito puro (la causa) e la sostanza lievitata (l'effetto), ammettendo una minima tolleranza volumetrica differente. Beit Hillel, più rigoroso nel definire il limite, equipara le misure: se è vietato il lievito, è vietato anche l'effetto minimo della lievitazione. Impedire l'effetto significa, in questo caso, proibire l'uovo deposto".

L.: "Il che ci porta a ragionare sulla preparazione della terra per coprire il sangue. Se violiamo anche di poco queste restrizioni sul tempo e sulla preparazione, apriamo la strada a una mentalità schiavistica verso il mondo e le sue risorse. Se accettiamo il crescere incontrollato del Chametz, accettiamo simbolicamente l'ineluttabilità della violenza e dell'arroganza".

"È dal 'santificare l'uovo' che difendiamo i diritti dell'uomo. Può sembrare strano, ma limitando il nostro godimento immediato in nome di una preparazione sacra, riconosciamo che non siamo i padroni assoluti della creazione".