L'amore e lo studio: la storia di Rabbi Akiva.
Rabbi Akiva era un umile pastore al servizio di Ben Kalba Sabua. La figlia del padrone, scorgendo in lui un uomo di valore, lo sposò segretamente a patto che egli si dedicasse allo studio della Torah. Una delle più celebri e commoventi storie d'amore e sacrificio del Talmud.
Nella Ghemarah di Ketubot (63a) si conclude la vicenda del ritorno del Maestro: Rabbi Akiva rimase dodici anni all'accademia. Quando tornò, portò con sé dodicimila discepoli. Giunto nei pressi di casa, udì un vecchio chiedere a sua moglie: "Fino a quando farai vita da vedova?". Ella rispose: "Se mio marito mi ascoltasse, resterebbe a studiare altri dodici anni".
Akiva, senza neanche entrare in casa per salutarla, tornò all'accademia. Quando tornò definitivamente, aveva ventiquattromila discepoli. Sua moglie gli corse incontro tra la folla. "Dovresti farti prestare dei vestiti più decorosi," le dissero i vicini vedendo la sua povertà. Ella rispose citando i Proverbi (12,10): "Il giusto riconosce l'anima del suo bestiame".
Quando gli fu davanti, si prostrò e gli abbracciò i piedi. I discepoli volevano scacciarla, ma Akiva li fermò dicendo: "Lasciatela, perché ciò che è mio e ciò che è vostro, appartiene a lei".
L. interruppe la lettura: "Quali episodi biblici ricorda questa Aggadah? Perché la moglie parla di 'bestiame' riferendosi a se stessa?".
Si sedette e spiegò: "Si tratta di un richiamo al gregge di Giacobbe. Come Giacobbe servì Labano per quattordici anni per avere Rachele, così Rabbi Akiva serve la Torah per ventiquattro anni. Qui si realizza la promessa fatta ai patriarchi: che i discendenti — in questo caso gli allievi — siano numerosi come le stelle del cielo".
"Ma c'è un significato Sod (segreto) in questo Mashal (parabola). Il 'Giusto' è Dio stesso e il 'bestiame' è la Sua sposa, Israele, che vive nell'esilio come una vedova in attesa, proprio come descritto nel Cantico dei Cantici".
"Questa storia allude all'esilio della Divinità dal mondo e alla futura ricongiunzione tra il Kadosh Barukh Hu (il Santo, benedetto sia) e la Sua Shekhinah (la Presenza divina). La devozione della moglie di Akiva è l'immagine terrena della fedeltà di Israele al suo Creatore".