Talmud Bavli, Yoma 76a. Da un attimo Rabbi Tarfon aveva cominciato a studiare il capitolo che riguardava la manna, quando Rabbi Eleazar di Modin disse: "La quantità di manna che discese su Israel fu di un'altezza di sessanta cubiti".
"Quando finirai di dire fandonie?", gli disse Rabbi Tarfon. Rabbi Eleazar rispose: "Rabbi, io non ho fatto che interpretare il passaggio le acque si alzarono di quindici cubiti (Gen 7,20). Forse significa che si alzarono di quindici cubiti sopra le vallate o sopra le montagne? In più come fece l'arca a rimontare le alture?"
Infatti bisogna considerare due passaggi: dapprima si riempirono tutte le sorgenti del grande abisso (ib. 11), finché l'acqua non raggiunse le montagne e in seguito le acque si elevarono di quindici cubiti. Ora, domandiamoci quale misura è la più grande: quella della bontà divina o quella del castigo? Bisogna ammetterlo, la bontà divina è la più grande.
Infatti, a proposito del castigo è detto le cateratte del cielo si aprirono (ib. 11) e a proposito della bontà divina Egli aprì le porte del cielo (Salmi 78,23) e anche Egli fece cadere la manna per nutrimento (ib. sg.); ora quante cateratte ha una porta? Quattro, secondo quel che ci si insegna. Ciò fa almeno otto cateratte. Si può concludere che sessanta cubiti di manna discesero su Israel.
Quel giorno di Yom Kippur pioveva, tanto per cambiare, e fra la folla assiepata fuori al Tempio Maggiore, mentre stava finendo l'Arvit, c'erano L., con la sua famiglia, e gli altri amici. Mentre il cantore intonava a noi spetta la lode, A. raccontò ai bambini questa strana Aggadah. I figli di L. lo presero molto sul serio e gli domandarono: "Perché una porta del cielo ha quattro battenti? Non potrebbe averne due, come tutte le altre porte?".
"Certo", rispose L. "Dato che cateratte e porte sono al plurale, l'Aggadah conta almeno due cateratte che si aprano nel caso del diluvio per portare 15 cubiti d'acqua. Ma ogni porta ha quattro cateratte. È scritto porte al plurale, quindi esistono almeno due porte. Dunque 4x2=8 cateratte. Ogni cataratta ha portato 15/2 cubiti di acqua, quindi per 8 cateratte: (15x8)/2 = 60 cubiti".
A. disse: "Certo, ma non necessariamente ci sono solo due porte per ogni cielo: potrebbero esserci quattro porte, ciascuna per ogni punto cardinale. Oppure 231 porte, come dice il Sefer Yetzirah. Veramente se piovve così come piove adesso, altro che quindici o sessanta cubiti!"
C. era arrivato da poco; lui e i suoi calcoli cabalistici subito aggiunse: "Non dimenticate che nel testo è detto cieli (shamaim) al plurale, quindi almeno sette cieli, per almeno due porte... quanta misericordia pioverà...". C. interruppe le sue riflessioni mistiche per andare incontro alla mamma che veniva dalla porta delle donne, con nascosta fra gli abiti una ciambelletta per il figlio, per rompere il digiuno.
L. pensò fra sé e sé: "I cieli in questa Aggadah sembrano un grande tempio, e la manna come gli ebrei che escono dal tempio. Oggi siamo veramente tanti". Si rivolse ad A.: "Auguri, Shalom Alechem", e si avviarono sotto la pioggia che cadeva, per benedire il popolo che usciva.