L'acquisizione della sposa.

Con moneta (viene sposata una donna): da dove deduciamo questo? Ora, noi abbiamo studiato che un padre ha il diritto su sua figlia rispetto al matrimonio di una moneta, come azione o come scambio. Dove sappiamo che può essere acquisita in moglie per moneta dal padre? Disse Rabbi Yehudà: poiché la Torah dice che ella andrà via con nulla, senza denaro. Non è dovuta moneta al suo padrone, e dunque è dovuta moneta ad altro padrone, ad esempio il padre.

Erano al tavolo da pranzo. G., il nuovo invitato, esordì con un famoso adagio chassidico:

G.: "Ancora un fa notte a Cingoli", gridato ad alta voce. Era evidentemente dello Shtetl di Ancona, famoso centro di cultura Yiddish. Finì il piatto di riso olio e limone (era l'unico che riuscisse a sopportare quella mistura), e mormorò: quante volte nella vita bisogna pagare una moneta? Quando si nasce, come primogeniti, il padre deve pagare una moneta al Cohen per lo scompro (termine alto-Yiddish per il Pidion Haben). Poi si paga una Perutah per il fidanzamento. Poi nasce un figlio: se è maschio, dovrai pagare lo scompro; se è femmina, cominciare la dote. Poi c'è il Bar Mizvah e devi pagare un maestro, e così via, finché non dovrai lasciare qualcosa ai poveri per il Kaddish.

Tutti evitarono le facili battute. Ma R., la moglie di G., cominciò anche lei a profetare.

R.: Colpa mia, schiave, ci trattano come schiave: gli uomini sono fatti così dappertutto. Del resto a cosa è paragonato un matrimonio? Dice la Mishnah: uno schiavo cananeo diventa proprietà del padrone con moneta, con un documento scritto o con presa di possesso (M. Kiddushin I, 3); ecco, siamo trattate come schiave. E ancora: "beni che hanno durata stabile si acquistano con denaro, con documento scritto o con possesso" (ibidem); ecco, ci considerano come cose.

L. aprì finalmente, non era amante delle amenità mondane mischiate con citazioni dotte: mi meraviglio di voi! Il Talmud insegna anche: "il cedro è comparabile ad un albero in tre vie e a un vegetale in una" (Kiddushin 2b) mettendolo in rapporto con le tre forme del matrimonio. Ciononostante non potrete mai affermare che la sposa sia un cedro! Questo paragone chiamato Gezerah Shavah è uno dei tredici principi esegetici che il Talmud usa. A strutture a simmetria uguale fa corrispondere ragionamenti uguali. Lo stesso fa nel Talmud Shabbat: il rapporto fra un uomo in casa e un mendicante fuori dalla casa lo fa corrispondere al rapporto fra due alberi ai margini di un campo.

Ma non voglio annoiarvi qui a tavola con l'analisi strutturale. Tra parentesi, mi deve arrivare lo scritto del Rabbino Bonfil: "Analisi strutturale in Aggadà", ve ne parlerò.

Invece è più interessante vedere in azione il modo di matrimonio: Dumézil, grande studioso degli indoeuropei, finisce con lo studiare tutti i matrimoni mitici di Ercole; in essi (v. Dumézil, Matrimoni indoeuropei, Adelphi), dice lo studioso, si raccolgono tutti i tipi di matrimonio di questi popoli. Noi d'altra parte abbiamo di meglio: possiamo studiare i matrimoni di Davide e di Salomone.

C.: È vero; per cominciare, il matrimonio per coniugio è quello con Betsabea. Per questo è il più amato dagli studiosi di Kabbalah. Esso è il matrimonio d'amore senza limiti, che racchiude in sé il segreto del rapporto fra Israele e la Shekhinah.

L.: È evidente, come invece il matrimonio in cui Davide insiste per dare il Mohar (il prezzo) è quello con Micol: se ricordo bene, i cortigiani di Saul riferirono questi discorsi a David il quale replicò: "Vi sembra cosa da nulla divenire genero di Saul mentre sono un uomo povero e di nessun conto?". E i cortigiani di Saul gli riferirono in quali termini si era espresso David.

Allora disse Saul: "Così direte a David: il re non chiede Mohar ma cento prepuzi di filistei per vendicarsi dei propri nemici" (I Samuele 18,25). Ecco, qui è spiegato il termine del Talmud: moneta come atto. David trasforma l'atto eroico in merce che valga il Mohar della figlia del re.

R. era una donna assai istruita nella Torah: allora, disse, il matrimonio per contratto si può vedere nel Salmo 45, dove viene elencata la dote della sposa:

La città di Tiro, le persone ricche si presenteranno a te con doni.
La figlia del re trova il suo decoro nelle stanze interne, i suoi vestiti sono intessuti d'oro.
Avvolta in stoffe ricamate viene condotta al re, vergini la seguono.
Le sue compagne portate a te.

Questi versi racchiudono il contratto. Viene celebrata della sposa non la bellezza, come nel Cantico, ma l'oro di Ofir che ella porta. È testimonianza e glorificazione scritta della dote.

L. fu preso di sorpresa: da dove deduci che questi versi sono una Ketubbah?

R. Nel secondo verso: dove leggi "la mia lingua è simile alla penna di uno scrivano veloce", invece di Sofer Mahir leggi Sofer Mohar.

Venne servito il secondo, e la discussione venne interrotta con grandi lodi per la padrona di casa e la sua cucina. La Eshet Hayil, sposa di Israele.

Poi mangiarono e ne avanzò.