Il lupo tra profezia e psiche.

Dall'altare del Tempio calpestato dai greci al grido "Lukos!" (lupo), fino alle paure ancestrali codificate nel Talmud: un'indagine sul lupo come simbolo della "visitazione divina" e specchio del lato oscuro dell'uomo.

Nella Ghemarah di Sukkah (56b) si racconta un episodio drammatico:

Quando i greci entrarono sull'altare del Tempio di Gerusalemme, pestarono con forza con i loro sandali dicendo: "Luko, lukos!" (Al lupo, al lupo!).

L. entrò con due libri sotto il braccio: L'uomo dei lupi di Freud e Il pensiero selvaggio di Lévi-Strauss. Aprì il Talmud al trattato Taanit (22a), dove la Mishnah insegna:

Si suona lo Shofar in risposta alle seguenti visitazioni: raffiche di vento, ruggine del grano, cavallette, grilli e bestie feroci.

Il Talmud specifica che l'allarme per le bestie feroci si suona solo quando esse costituiscono una "visitazione divina" (Meshulchat). Cosa definisce tale evento? Se appaiono in città di giorno è visitazione; se inseguono due persone è visitazione; se una fiera sale su un tetto e rapisce un lattante dalla culla, è visitazione.

L.: "L'apparizione del lupo è una delle paure ancestrali che rimanda a ciò che non è di questo mondo. I maestri vedevano nel lupo un incontro con l'altro lato (Sitra Achra)".

A., incline alla psicologia: "È il lato oscuro che risiede in tutti noi".

L. continuò l'analisi biblica: "Nella Torah il lupo compare una sola volta, riferito alla tribù di Beniamino: 'Beniamino è un lupo rapace; al mattino divora la preda e alla sera divide le spoglie' (Gen 49,27). Nei profeti appare in Isaia, dove lupo e agnello vivranno insieme, e in Geremia, dove il 'lupo del deserto' allude ai Medi e ai Persiani".

D.: "Esistono due lupi: quello esterno (il nemico) e quello interno a Israele. Per il Midrash, il lupo di Beniamino è l'altare del Tempio, che 'divora' quotidianamente la carne dei sacrifici. Nello Zohar (II, 247b), il lupo è la Sitra Achra, il Satana a cui si invia il capro espiatorio, ma è anche l'altare stesso".

A. lesse un brano dal celebre caso clinico di Freud:

"Sognai che era notte... improvvisamente la finestra si aprì e vidi che sul grosso noce stavano seduti alcuni lupi bianchi. Erano sei o sette, con le orecchie ritte... in preda al terrore di essere divorato, mi misi a urlare e mi svegliai".

A.: "Sembra un brano del Talmud. Del resto, gli ebrei sono sempre stati interpreti di sogni. Il Talmud (Berakhot 57a) dice che quasi ogni animale visto in sogno è di buon auspicio perché rappresenta le tribù d'Israele".

L. taceva. Forse pensava che i lupi bianchi del paziente di Freud fossero stati, a modo loro, una visitazione divina per lo scienziato ebreo, un richiamo a quel bianco che nel sogno è segno di purezza e speranza, nonostante il terrore del lupo che divora.