Il lupo tra profezia e psiche.

Quando i greci entrarono sull'altare (del tempio di Gerusalemme) essi pestarono con forza con i loro sandali l'altare dicendo luko, lukos (al lupo, al lupo).

L. entrò con due libri sotto il braccio: uno era L'uomo dei lupi di Sigmund Freud, l'altro era Il pensiero selvaggio di Lévi-Strauss.

C. disse a D.: qui va sempre peggio, il vecchio è per la via...

Citavano evidentemente il Midrash. L. fece finta di non sentire. Aprì il Talmud, lesse e tradusse, fu sufficiente.

Taanit 22a Mishnah:

Si suona lo shofar dovunque in risposta alle seguenti visitazioni...

Ghemarah:

I nostri maestri hanno insegnato: si suona lo shofar dovunque in risposta alle seguenti visitazioni: raffiche di vento, ruggine del grano, cavallette, grilli e bestie feroci.

Rabbi Akivà dice: anche per la più leggera raffica di vento o ruggine del grano; nel caso di cavallette e grilli, quando viene vista una sola creatura, lo shofar viene subito suonato.

Nel caso di bestie feroci i nostri maestri hanno insegnato: l'allarme si suona per le bestie feroci solo quando esse sono una visitazione divina, altrimenti no.

Cosa costituisce una visitazione divina?

Se esse appaiono in città è una visitazione divina, in campagna no; se è giorno è una visitazione divina, se è notte no; se una bestia vede due persone e l'insegue, essa è una visitazione divina, ma se si nasconde vedendole non lo è; se ha ucciso due persone e ne divora solo una è una visitazione divina, se le divora ambedue non lo è. Se sale su un tetto e rapisce un lattante dalla culla è una visitazione divina.

Non è contraddittoria questa Baraita? Tu dici "se appare in città è una visitazione divina" e non distingui se è accaduto di giorno o di notte, e dunque aggiungi "se è una visitazione divina" ma di notte non lo è.

Qui non c'è contraddizione. Ciò significa: se essa appare in città di giorno è una visitazione divina, ma in città di notte non lo è; o ancora, in campagna di giorno è visitazione.

L.: come vedete l'apparizione delle bestie feroci, diciamo dei lupi perché di lupi parla subito dopo la Mishnah, è una delle paure ancestrali, che ha sempre fatto pensare all'uomo alla visita di ciò che non è di questo mondo. Anche i rabbanim interpretavano il termine meshulhat presente nella Mishnah come visitazione divina.

A. disse: è dunque incontro con gli angeli del male, con la Sitra' achra' (maisia), che è il lato oscuro.

A. era più portato alla psicologia: è il lato oscuro che c'è in tutti noi.

L. disse: vediamo per prima cosa dove compaiono i lupi nel Tanakh, e dove nei profeti: nella Torah il lupo compare una sola volta ed è riferito alla tribù di Beniamino: "come un lupo è Beniamino; che al mattino cattura la preda e alla sera divide le spoglie" (Gen. 49,27).

Nei profeti compare due volte in Isaia (Is. 11,6; Is. 65,25) dove si parla dell'epoca in cui lupo ed agnello vivranno insieme, e una volta in Geremia (Jer. 5,6) dove dice "un lupo del deserto li distruggerà" e il Midrash insegna che il profeta allude ai medi e ai persiani.

Cosa vi dice tutto ciò?

D.: esistono due tipi di lupo: quello di cui parla la Torah, che è il lupo interno ad Israele, è parte di noi stessi; per il Midrash è re Saul, è Mordechai, ma è anche l'altare che è nella tribù di Beniamino.

Nello Zohar (Zohar II, 247b) il lupo rappresenta la Sitra' achra', la parte altra, il satan a cui si invia il capro espiatorio. Ma anche nello Zohar è presente la concezione del lupo come altare "che divora ogni giorno carne fresca".

A. prese il libro di Freud e lesse:

Sognai che era notte e mi trovavo nel mio letto... improvvisamente la finestra si aprì da sola ed io, con grande spavento, vidi che sul grosso noce proprio davanti alla finestra stavano seduti alcuni lupi bianchi. Erano sei o sette. I lupi erano tutti bianchi e sembravano piuttosto cani da pastore, perché avevano una lunga coda come le volpi, e le orecchie ritte come quelle dei cani quando stanno attenti a qualcosa. In preda al terrore, evidentemente di essere divorato dai lupi, mi misi a urlare e mi svegliai.

A.: sembra di leggere un brano del Talmud. Del resto gli ebrei sono sempre stati interpreti di sogni.

Dice il Talmud Berachot 57a:

Ogni genere di animale è di buon auspicio se visto in sogno, ad eccezione dell'elefante e della scimmia.

Ma cosa significa qui buon auspicio? Dice lo Zohar che tutti gli animali rappresentano le tribù d'Israele.

D.: ma nel nostro caso il paziente non è ebreo.

C.: ma lo è Sigmund Freud. Ciò non significa che Freud avesse torto; i sogni seguono l'interpretazione, secondo il Talmud.

L. taceva, non si seppe mai cosa stesse pensando. Forse pensava alle paure di sempre degli ebrei, forse pensava alla benedizione sui figli di Giacobbe. Il bianco è il colore del buon segno: i lupi del paziente di Freud erano stati visitazione divina per lo scienziato ebreo?