La ricerca della luce.
Mishnah: la sera precedente il 14 di Nissan si fa la ricerca del lievito (Bedikat Chametz) alla luce di un lumicino. Un rito che segna il confine tra il visibile e l'invisibile, tra la pulizia fisica e l'annullamento psicologico del superfluo.
I Talmidim del nostro gruppo si trovarono con una candela a fare la ricerca delle sostanze lievitate (Chametz) in una piccola sinagoga. Alla fine della serata avevano raccolto un bottino variegato: una bottiglia di liquore aperta, confezioni di cibo sospette e i soliti dieci pezzettini di pane nascosti ritualmente per essere ritrovati.
L., alla luce della candela, chiese: "Perché si pronuncia tre volte la formula di annullamento del Chametz (Bittul), così come si ripete tre volte la formula del Kol Nidré a Kippur?".
D. rispose: "Si tratta della triplice affermazione richiesta in molti atti formali ebraici, come a esempio nell'avvistamento della luna o nelle testimonianze processuali".
E. osservò: "Ma qui non è una testimonianza, è una dichiarazione di volontà. Mentre il Kol Nidré si dice collettivamente di fronte a un tribunale, l'annullamento del lievito avviene nell'intimità di una casa privata".
L. chiarì il punto: "Non è magia. Bisogna impegnarsi effettivamente nella ricerca e, la mattina dopo, distruggere il Chametz trovato (Biur Chametz). La formula Kol Chamira interviene psicologicamente: ciò che ci è sfuggito nonostante lo sforzo viene annullato dalla volontà, proprio come i voti dimenticati vengono sciolti dal Kol Nidré".
C.: "È dunque come il sacrificio di Chattat, che si offriva per i peccati commessi per errore (shogeg)".
L.: "C'è comunque nel Talmud un paragone filologico tra la ricerca del Chametz e il giorno di Kippur. Nella Ghemarah di Pesachim 3a leggiamo:
Vieni e ascolta: alla sera (Or) del giorno di Kippur ognuno recita sette Berakhot e confessa; così a Shachrit, Mussaf, Minchah e Neilà.Qui il termine Or (luce), usato per la ricerca del lievito, viene analizzato per capire se indichi l'alba o la sera. Dal confronto con le preghiere di Kippur, i saggi concludono che Or significa la sera (Ur'ta)".
Attraverso questo gioco linguistico, il Talmud lega la luce della candela di Pesach alla luce della conoscenza (Oraita) e al rigore del giudizio di Kippur.