Chi divora i propri figli?

Rabbi Nahman disse a Rabbi Izhak: che senso ha il verso della Scrittura: "Il Signore ha ordinato la carestia, essa sta per venire e durerà sette anni" (II Re 8,1)? Cosa avevano da mangiare per sette anni? Egli rispose: così dice Rabbi Yohanan: nel primo anno mangiarono quel che era stipato nelle case, nel secondo ciò che era stipato nei campi, nel terzo la carne degli animali puri, nel quarto la carne degli animali impuri, nel quinto la carne degli animali proibiti e dei rettili, nel sesto la carne dei loro figli e delle loro figlie, nel settimo mangiarono la carne del loro braccio e si realizzò il verso della Scrittura: "Essi mangiano ognuno la carne del proprio braccio" (Isaia 9,19).

A. aprì il discorso, rilesse il passo del Talmud, si aggiustò la kippah: "Abbiamo mangiato, ci siamo saziati e abbiamo benedetto", disse indicando tè e pasticcini ammucchiati sul tavolo. "Ma la carestia, la sua struttura di mostro primordiale che minaccia la creazione, non l'abbiamo mai provata."

Il Midrash parla di dieci carestie: ai tempi di Adamo, all'epoca di Lemek, all'epoca di Abramo, all'epoca di Isacco, all'epoca di Giuseppe, al tempo di Ruth, all'epoca di David, all'epoca di Elia, a quella di Eliseo, una che sta "ora qui ora lì" e una all'epoca in cui verrà il Messia.

L.: Ma analizziamo l'Aggadà che abbiamo appena letto. Chi dice che gli ebrei non hanno il senso della tragedia? Ecco sette anni, al tempo del profeta Eliseo, ma potrebbero essere in qualsiasi delle dieci carestie che si aggirano per il mondo. Le studiamo sui libri di storia, le vediamo sui giornali; qui invece abbiamo che gli anni sono organizzati a coppie, a seconda del cibo che finisce e del disastro che incalza.

A.: Sette è il numero di giorni della creazione...

L.: Esatto, ma qui siamo di fronte a una de-creazione, a un ritorno al Tohu va-Bohu, l'informe e il vuoto.

Ecco lo schema della degradazione:

1. Cereali stipati nelle città 2. Vegetali trovati nei campi
3. Bestiame puro 4. Bestiame impuro
5. Bestie proibite (rettili) 6. Cannibalismo (i figli)
7. Autofagia (la carne del proprio braccio) - Confusione totale

Dapprima si dissolve la città, aumenta l'odio fra città e campagna. Poi viene distrutto il bestiame, puro e impuro; in un'orgia carnivora saltano le regole igieniche, poi le mitzvot e le regole morali, infine vengono mangiati i figli. Poi l'impossibile si avvera: l'uomo mangia se stesso, cioè perde completamente "l'immagine di D-o" (Tzelem Elokim) con cui era stato creato. L'uomo al momento della venuta del Messia avrà il volto del cane.

Ciascun anno ha il suo compagno nella progressiva degradazione; solo l'ultimo ha come suo compagno la profezia, cioè il riapparire del divino. Letto al contrario, è la creazione del mondo dall'informe fino al Santuario, ricostruzione di ciò che era nelle case.

Sembra che i conti tornino; c'è un'alternanza (Temurah) secondo un ciclo settenario:

Sette doppie (Bet, Ghimel, Dalet, Kaf, Pe, Resh, Tav). L'alternanza della vita è la morte, l'alternanza della pace è la guerra, l'alternanza della fertilità è la sterilità, l'alternanza della bellezza è la maledizione, l'alternanza del dominio è la servitù. (Sefer Yetzirah 4,2)

Ecco come il dramma storico diventa ciclo cosmico:

Con esse sono state scolpite sette terre, sette firmamenti, sette continenti, sette fiumi, sette deserti, sette giorni, sette settimane, sette anni, sette giubilei e il Santuario. Perciò di ciò che è sotto il cielo Egli ha avuto caro il settimo. (S.Y. 4,15)

L.: Mi pare che ci siamo: sette deserti sono i nostri sette anni di carestia, sette settimane è la durata dell'inferno o il tempo da Pesach a Shavuot. Sette giubilei sono i settemila anni dalla creazione al mondo a venire. La nostra Aggadà sulla carestia scopre la sua vera natura: quella di essere una brevissima opera apocalittica.

Esistono più tipi di tempo ciclico nella tradizione:

  1. Ciclo ternario: come i tre patriarchi (le tre madri del Sefer Yetzirah).
  2. Ciclo di 40/400: 400 anni di esilio, 40 giorni sul Sinai, 40 anni nel deserto.
  3. Ciclo settenario: Sabato, anno sabatico, Giubileo, Menorah, Sefirah dell'Omer.
  4. Ciclo di dodici: mesi, tribù, dodici lettere semplici.

Egli (R. Akiva) soleva dire che cinque cose durano dodici mesi:

  1. Il giudizio sulla generazione del diluvio.
  2. Il giudizio sugli egiziani.
  3. Il giudizio di Giobbe.
  4. Il giudizio di Gog e Magog nel tempo a venire.
  5. La punizione degli empi all'inferno (Gehinnom).

Rabbi Yohanan Ben Nuri dice invece:

"Durerà come da Pesach a Shavuot (49 giorni), come dice il testo: 'e sarà dal sabato al suo sabato'" (Mishnah Eduyot 2,10).

Un matematico di origine ebraica, Weierstrass, disse una volta: "D-o ha creato i numeri interi". E con ciò è tutto.

Chiuse il libro, mentre la pioggia cominciò a scrosciare sul balcone. Tutti si alzarono e, mormorando uno Shavua Tov, infilarono gli impermeabili e corsero via.