Quando si parla del rapporto che intercorre tra il Friuli Venezia Giulia e la religione ebraica viene spontaneo pensare a Trieste, alla sua sinagoga, alla sua fiorente cultura mitteleuropea e allo stesso campo di smistamento di San Sabba dal quale centinaia di persone partirono per i luoghi della barbarie nazista. Eppure la presenza dell'ebraismo si rivela forte anche nell'area udinese, con alle spalle ben sei secoli di alterne vicende.
Tra arrivi, permanenze, integrazioni nelle singole realtà locali e cacciate antisemite, la comunità ebraica ha segnato in modo molto intenso la vita culturale, economica e sociale del Friuli. È proprio l'attività degli ebrei a Udine l'argomento cardine del libro di Pietro Ioly Zorattini, pubblicato di recente dall'Istituto friulano per la storia del movimento di liberazione. La prefazione del volume è stata curata dalla professoressa Maddalena Del Bianco, docente di Storia delle religioni nell'Università cittadina.
La ricerca di Ioly Zorattini è stata condotta sulla base di una lunga e articolata documentazione negli archivi della zona, partendo da quel lontano 1300 nel quale si registrano le prime testimonianze notarili relative a personaggi di religione ebraica attivi sul territorio. Pur non potendo contare sulla guida spirituale di un rabbino e non vantando un numero così consistente di correligionari, la comunità udinese rimase sempre fedele alla tradizione e all'ortodossia e seppe assimilarsi al meglio nel tessuto sociale della città e delle aree limitrofe.
Sfogliando le pagine di questo interessante testo, si scoprono, ad esempio, le esistenze di Riccardo Luzzatto, componente della spedizione dei Mille per il Risorgimento italiano, quelle di Angelo e Ignazio Hirschler e Adolfo Luzzatto che si guadagnarono sul campo della celebre battaglia di San Martino una medaglia d'argento al valor militare e quella del barone Elio Morpurgo.
È proprio Morpurgo, noto anche per la sua opera di statista, uno dei maggiori simboli dell'ebraismo regionale: sindaco di Udine dal 1889 al 1895, il 26 marzo del 1944 il senatore fu prelevato dalle truppe naziste dall'ospedale civile nel quale si trovava ricoverato.
Condotto a San Sabba, il 29 marzo Elio Morpurgo venne tradotto ad Auschwitz ma le sue condizioni di salute non gli permisero di sopportare la crudeltà di un simile viaggio. Sfiancato dalla disumanità di tale situazione, il barone morì e la sua salma fu scaricata dal treno in una località mai identificata con precisione. Era il 4 aprile del 1944 e si consumava una delle tragedie nella tragedia che più scossero le coscienze in Friuli Venezia Giulia.
Non a caso, il Comune di Udine ha voluto tributare gli onori all'amministratore deceduto in quel modo orribile, dedicando alla sua memoria una strada del pieno centro urbano. Il lavoro di Pietro Ioly Zorattini si è reso possibile anche grazie al reperimento e all'analisi sistematica del Registro di stato civile degli israeliti.
Il documento in questione porta la data del 1894 e contiene una minuziosissima serie di indicazioni sulle varie famiglie ebraiche e sulle loro occupazioni. Non mancano, naturalmente, gli atti notarili e, in alcuni casi, persino i carteggi personali come il testamento di un residente molto conosciuto in città.
Fabiano Filippin