"Questa è la porta del cielo".
Indirizzo: Vicolo Salomone Olper, 44.

CENNI STORICI
Fin dagli anni successivi alla cacciata dalla Spagna, gli ebrei si stanziarono nel centro monferrino, destinato a essere per secoli importante punto di riferimento per l'ebraismo italiano. Mentre in gran parte del Piemonte i Savoia imponevano il loro volere, a Casale i Paleologi, prima, e i Gonzaga, poi, furono più tolleranti fino al 1708 con l'annessione del Monferrato ai domini sabaudi e la conseguente creazione del ghetto.

La Comunità ha conosciuto il momento di massimo splendore nella seconda metà del XIX secolo quando 850 persone vi risiedevano, praticando il prestito su pegno e commerciando in frumento, gioielli, pizzi e spezie. Anche a Casale si è verificato l'irreversibile fenomeno dell'emigrazione, tanto da avere oggi solo una trentina di membri.

LA SINAGOGA
Nel cuore del vecchio ghetto, si accede a un gioiello di architettura tardobarocca ebraico-piemontese dichiarato monumento nazionale; la Sinagoga, inaugurata nel 1595, nel corso dei secoli ha subito successive modifiche e ampliamenti. La sala rettangolare, oggi splendidamente restaurata, è illuminata da sette finestre; grandi lampadari dorati pendono dal soffitto.

Le pareti bianche, blu cobalto e oro, sono ricoperte di iscrizioni in ebraico incorniciate con stucchi dorati che costituiscono un prezioso elemento decorativo insieme alle grate in legno cesellato che celano i due matronei. I banchi sono allineati in direzione dell'area di preghiera dove si trova la Tevà, chiusa da un cancello di ferro battuto, dipinto in verde e oro.

L'Aron è in stile neoclassico con un corpo centrale sormontato da un timpano sorretto da monumentali colonne in legno; i capitelli corinzi e la decorazione di rami e foglie di quercia sul timpano sono in oro. Il soffitto, dallo sfondo verde-azzurro con scritte dorate, sembra essere a cielo aperto.

IL MUSEO EBRAICO E L'ARCHIVIO LIVIA PAVIA WOLLEMBORG
Nei due matronei della Sinagoga, oggi destinati a Museo, si ammirano pezzi di grande pregio e valore artistico alternati a documenti storici di enorme importanza. Numerosi sono i rimonim e le atarot sbalzati, cesellati o in filigrana d'argento.
Bellissimo e ben conservato un parokhet seicentesco, mentre è raro un me'il settecentesco intessuto in filo d'argento dorato. L'Archivio della Comunità, formato da 168 mazzi ed 817 fascicoli ordinati cronologicamente, propone, senza lacune, la storia dell'insediamento ebraico a Casale dal 1588 a oggi.