Scartabellando tra le mie cose ho ritrovato le fotocopie di un articolo del Professor Vittorio Colorni apparso in chissà quale numero della Rassegna Mensile di Israel. È un pezzo sulla parlata degli Ebrei mantovani (interessantissimo).
C'è una poesia del dottor Annibale Gallico (un medico morto nel 1935) che vi riporto di seguito.
UN GOMEL
Non ghe meti sal né pever,
la contava Scarponsel.
Una volta Prosper Rever
l'è andà a Scola a far Gomel.
El Moreno ghe domanda
che macc gh'era success.
Lu s'el tira da una banda
e ghe dis col cor sospes:
"M'è cascà dal davansal
la camisa de percal:
E se denter ghe fuss stà?!"
"MA CHE VAGA IN CHELALÀ!"
TRADUZIONE
Non ci metto sale né pepe
la raccontava Scarpocino.
Una volta Prospero Revere
è andato al Tempio a fare Gomel.
Il Rabbino gli domanda
che infortunio gli fosse successo.
Lui lo tira da una parte
e gli dice con il cuore sospeso:
"Mi è caduta dal davanzale
la camicia di percale:
e se ci fossi stato dentro?!"
MA VATTENE IN MALORA!
Nota: Gomel è la benedizione che dice dopo la lettura di Torà chi è scampato da un pericolo, chi è stato malato per almeno tre giorni e chi torna da un viaggio che può presentare rischi (aereo, nave, ecc.).