Isacco non riesce a chiudere occhio. È inquieto, preoccupato, tanto che finisce col comunicare il suo nervosismo a Sara, la moglie, che dorme vicino.
— Si può sapere — dice al marito — che hai? Perché non dormi?
— Niente.
— E allora perché non dormi?
— Ti dico che non è niente...
— Isacco... Dimmi che cosa ti preoccupa...
— Lo vuoi sapere? Domani è il 31!
— E allora?
— È la scadenza...
— Benissimo... È la scadenza.
— Beh... tu lo conosci Roberto Blum, quello che abita qui di fronte?
— Sì, sì... va' avanti!
— Come "va' avanti"? Gli devo cinquemila franchi e non ho neppure un soldo. Ti pare che possa dormire tranquillo?
— Poveretto!... È per questo che non dormi e non mi lasci dormire?

Sara scende dal letto con un salto; apre la finestra e chiama ad alta voce:
— Blum! Blum!
Blum si affaccia mezzo intontito: — Che c'è, Sara? Isacco è ammalato?
— No!
— E allora, ha preso fuoco la casa?
— Neppure... Blum, mio marito non ti deve pagare domani mattina?
— Sicuro...
— Allora... vi avverto che è impossibile, perché non ha un soldo!

Sara si gira, chiude la finestra e dice al marito: — Poco fa non potevi dormire... Adesso, capisci? È lui che non potrà dormire!