Don Paolo, il parroco, girando in bicicletta per il paese incontra il suo vecchio amico Abramo, il rabbino, che va a piedi infuriato come una vipera.

— Abramuccio! — gli fa — ma che ti è successo? E la bici dov'è?
— Non mi dire, Paolino — risponde Abramo — me l'hanno fregata! Bel rispetto ai religiosi! Che gente!
— Aspetta Abramo, ti do un consiglio. Anche a me hanno fregato la bici la settimana scorsa, ma l'ho recuperata con la forza dei comandamenti.
— Scusa Paolo, vuoi essere più chiaro? Non capisco!
— Ti spiego, Abramino: due settimane fa anche a me fregarono la bici. Allora, durante la predica della domenica, recitai i comandamenti dal pulpito. Pensa Abramo: Primo comandamento... Buuum! Un colpo di tuono, fulmine e turbine! Secondo comandamento... altro colpo di tuono, fulmine e turbine... e così via fino al comandamento "NON RUBARE". Qui mi sono fermato e ho guardato in faccia le mie pecorelle. A farla breve: alla fine della funzione la bicicletta è tornata.
— Che buona idea Paolo! — dice Abramo — Sabato farò lo stesso e poi ti dirò.
Il lunedì i due amici si ritrovano, ognuno con la propria bicicletta! Abramo esclama: — Fantastico don Paolo, vista la forza dei comandamenti?
— Ma dimmi Abramo, che son curioso — dice don Paolo.
— Allora: ho fatto esattamente come te. Infallibili i comandamenti!
Primo comandamento... tuono, fulmine, turbine e così via.
Giunto al comandamento "NON DESIDERARE LA DONNA D'ALTRI", mi è venuto in mente dove avevo dimenticato la bici!